HomeAskanewsCinema, Barry Keoghan: il successo? È arrivato quando ero fragile

Cinema, Barry Keoghan: il successo? È arrivato quando ero fragile

Roma, 18 ott. (askanews) – Un vecchio Nokia, una telefonata e un ragazzo con in mano soltanto la voglia di recitare: sono gli inizi della carriera di Barry Keoghan, raccontati ieri dall’attore, protagonista di una masterclass ospitata da Alice nella Città, a Roma, in occasione della presentazione nel concorso internazionale di “Butterfly Jam”. Keoghan ha parlato anche del successo, arrivato per lui in un momento in cui era particolarmente fragile e sensibile.

“Ho chiamato e mi sono presentato: ero un ragazzo con una grande voglia di fare l’attore. Dopo il mio primo lavoro, ho provato un amore fortissimo per quello che facevo, un sentimento che continua ancora oggi. Non andrò mai in pensione”, ha detto davanti a una platea gremita di ragazzi a cui ha raccontato di aver sempre scelto di mettersi in gioco, senza aspettare che fossero le occasioni a presentarsi. “Invece di aspettare un provino, me lo sono creato io: sono riuscito a far arrivare un selftape al filmmaker con cui volevo collaborare. Ho fatto io il primo passo, sono andato incontro a ciò a cui ambivo”.

In “Butterfly Jam”, presentato nel Concorso Internazionale con il coprotagonista Talha Akdogan, interpreta un padre, un ruolo che lo tocca da vicino: “Anch’io sono un giovane padre e mi sono chiesto come esserlo bene, ma non esiste un manuale. L’importante è che ci siano connessione e amore sincero: allora le cose accadono naturalmente. Non averne avuto uno da piccolo, però, ha reso tutto più difficile”. Nell’infanzia di Keoghan, segnata dall’affido, sono stati gli assistenti sociali a colmare quel vuoto: “Hanno rappresentato per me una figura genitoriale quando questa non c’era. Soffrono i bambini e le famiglie, ma soffrono anche gli assistenti che devono essere testimoni di queste situazioni”. È anche per questo che ha deciso di produrre un film dedicato a questo tema.

Keoghan ha poi parlato del successo di “Saltburn”, arrivato “mentre stavo uscendo dal rehab, in un momento in cui ero particolarmente delicato e sensibile”. Oggi, racconta, cerca di affrontare le cose “in maniera più matura”, anche attraverso la terapia: “Quando pubblichi la tua arte non ti appartiene più: le aspettative mi arrivano e mi influenzano, però cerco sempre di approcciare i miei personaggi in maniera sincera”.

Fabia Bettini, direttrice artistica di Alice nella città, ha dichiarato: “Pensiamo che Barry raccolga tutto quello in cui crediamo come festival: il talento, i giovani, un’idea di recitazione completa, un modo particolare di interpretare i personaggi. ‘Butterfly Jam’ ci ha segnato molto”. Il film uscirà nelle sale italiane il 26 novembre con Europictures.