Roma, 29 apr. (askanews) – Moda e outfit firmati, lusso, personaggi divertenti – arguti ma allo stesso tempo vulnerabili – entrati nell’immaginario collettivo – battute sagaci, musiche, ritmo, New York e Milano, tante guest star, tra cui Lady Gaga. Il piatto è servito. Arriva oggi nelle sale, a 20 anni dal successo mondiale del primo capitolo, “Il Diavolo Veste Prada 2” diretto ancora da David Frankel. Non un semplice sequel ma un “aggiornamento” a un contesto completamente nuovo di crisi del giornalismo cartaceo, con aziende che tagliano personale, sfilate e foto che vengono viste quasi solo online, con gli stessi protagonisti “invecchiati”, alle prese con nuove modalità di lavoro, nuovi compromessi da accettare, nuovi colleghi.
Tornano Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci, rispettivamente nei loro ruoli della temibile Miranda, di Andy, Emily e Nigel. Gli anni sono passati e, a parte la coppia Miranda-Nigel, le due ragazze hanno cambiato lavoro ma i quattro si ritrovano a interagire. Andy torna a Runway dopo anni da giornalista d’inchiesta, richiamata per cercare di risollevare la rivista da una crisi. Miranda all’inizio la ignora, sembra un dejavù, poi le cose cambieranno… Mentre Emily ha fatto carriera ed è passata dall’altra parte, a lavorare per brand del lusso.
Battute, commenti sarcastici, “cattiverie”, corse per New York per districare imprevisti e accontentare stilisti; il film poi si sposta a Milano per la settimana della moda, con scene girate all’Accademia di Brera, Villa Arconati, Santa Maria delle Grazie, Palazzo Clerici, Galleria Vittorio Emanuele II; e c’è tanta Italia anche nelle comparse, diversi stilisti come Donatella Versace appaiono nelle scene del film e molti hanno prestato i look che si vedono durante la sfilata (Emilio Pucci, Etro, Fendi, Moschino, Missoni, Prada, Dolce & Gabbana, Lorenzo Seghezzi, Rosamosario, Roberto Cavalli e Antonio Marras).
Un secondo capitolo in cui i personaggi non sono più quelli del libro di Lauren Weisberger, sono molto cambiati e si rimettono in gioco: Miranda deve combattere contro la crisi dell’editoria ma non si arrende e punta sempre all’eccellenza e alle promozioni, anche se deve ammettere che il suo successo, che ama, lo hanno pagato le sue figlie, per cui è stata del tutto assente. Ogni cosa ha un suo prezzo, questione di scelte e passioni.
Andy, che ha più di 47 cambi d’abito nel film, inizialmente scettica nel rientrare in quel mondo, trova il modo di farselo piacere e di relazionarsi con personaggi che, si rende conto, sono per lei come una famiglia. E poi c’è Nigel che in questo capitolo prende più spazio, tiene le fila di tutto, nonostante i tempi siano diversi, lui si adegua, lavora a testa bassa, con pazienza, e si prende una rivincita. Mentre Emily, un po’ “cattivella” e intraprendente, alla fine rivelerà la sua vera indole. Un film dove prevale alla fine la solidarietà al femminile. Nel cast, tra le new entry ci sono Justin Theroux, Lucy Liu, Kenneth Branagh, B.J. Novak, Simone Ashley.
“Sono cambiate così tante cose nel mondo delle riviste, in quello dell’editoria e nel giornalismo in generale – ha detto Meryl Streep, parlando del suo ritorno nel ruolo – il settore si è praticamente dissolto, al punto che tutti stanno cercando di capire come farlo funzionare… Probabilmente Miranda è un po’ più cattiva, come me, perché col tempo non ci importa più niente e si presta molta meno attenzione a ciò che si dice… È un po’ più libera, ma si trova anche in una posizione più precaria nel suo mondo, e lo sa. È comunque ancora astuta e mantiene un controllo rigoroso su se stessa e sul suo team. Ciò che non è cambiato è la sua voglia di lavorare, di fare ciò che ama e in cui è davvero brava”.
E raccontando come ha affrontato il set, sempre con i tacchi a spillo ai piedi, ha detto: “Con gli alluci valghi, ecco come l’ho affrontato. Lamentandomi dolorosamente. Non riesco a credere che cinquant’anni fa facessero indossare quelle cose alle donne… 16 ore al giorno di dolore con quelle cose ai piedi”.
