Roma, 8 giu. (askanews) – Sono due viaggi di formazione, due racconti attraversati dalla memoria e dal desiderio di libertà, a conquistare il palmarès del Prix Palatine 2026, l’unico premio cinematografico assegnato da una giuria giovane binazionale tra Francia e Italia. “Un anno di scuola” di Laura Samani, distribuito in Francia da Arizona Films con il titolo “Une année italienne”, è stato premiato dalla giuria francese come Miglior film italiano e “I colori del tempo” di Cédric Klapisch, distribuito in Italia da Teodora Films, eletto Miglior film francese.
Presentato in anteprima in una proiezione speciale nella sede dell’UNESCO a Parigi, Un anno di scuola di Laura Samani ha suscitato forti reazioni tra gli studenti francesi, invitandoli a riflettere sul posto delle ragazze negli spazi ancora dominati dai codici maschili, sulla scoperta dei sentimenti, sulla pressione del gruppo e sulla difficoltà di trovare la propria voce. Presente a Parigi per accompagnare il film, Laura Samani ha partecipato a un appassionante confronto con i giovani giurati, dialogando con loro sul racconto dell’adolescenza, sulla costruzione dell’identità e sul momento fragile in cui si lascia l’infanzia senza sapere ancora chi si diventerà.
“Sono felicissima perché è un premio tra coetanei, cioè tra pari”, ha commentato Samani, a proposito dell’incontro ideale tra il pubblico di studenti e il cast di giovani attori non professionisti. Tratto liberamente dal racconto di Giani Stuparich e ambientato nella Trieste del 2007, protagonista è Fred, interpretata da Stella Wendick, una ragazza svedese di diciassette anni che arriva in Italia e frequenta l’ultimo anno in un istituto tecnico quasi esclusivamente maschile. La sua presenza inattesa rompe gli equilibri di una classe di ragazzi, fa emergere desideri, fragilità, rivalità e paure, trasformando l’anno della maturità in un passaggio decisivo verso l’età adulta.
In concorso per la giuria francese c’erano anche Testa o croce di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis, distribuito in Francia da Shellac con il titolo Pile ou Face?, e Duse di Pietro Marcello, distribuito da Ad Vitam Distribution.
Miglior film francese è stato eletto “I colori del tempo” di Cédric Klapisch, distribuito in Italia da Teodora Films. Presentato alla giuria giovane italiana in occasione del lancio della nuova edizione del Prix Palatine presso l’Ambasciata di Francia, “I colori del tempo” ha colpito gli studenti per la sua capacità di raccontare il futuro attraverso il passato. Cédric Klapisch ha accompagnato il film in Italia, viaggiando tra Roma e Napoli per incontrare la giuria del Prix Palatine e confrontarsi con gli studenti. Il film segue quattro eredi che, riuniti da una casa di famiglia in Normandia, ricostruiscono la storia dimenticata di Adèle e scoprono come le scelte di una giovane donna vissuta più di un secolo prima possano ancora parlare al nostro tempo. Erano in concorso per il Prix Palatine anche Il caso 137 di Dominik Moll, distribuito da Teodora Film, e Allora balliamo di Amélie Bonnin, distribuito da Fandango, film scelto in collaborazione con il festival Rendez-Vous organizzato dall’Institut français Italia e Unifrance.
I giovani giurati hanno premiato due film che mettono al centro due eroine in movimento. Da un lato Adèle, che attraversa la Parigi della Belle Époque cercando una genealogia femminile e una forma di emancipazione. Dall’altro Fred, adolescente straniera e unica ragazza in una classe di ragazzi, che mette in crisi un piccolo universo maschile e ne rivela le contraddizioni. In entrambi i casi, il racconto passa attraverso lo sguardo di giovani donne che non accettano il posto assegnato.
Con oltre 3.000 studenti coinvolti, più di 60 proiezioni organizzate in Francia e in Italia e una rete crescente di scuole, cinema e istituzioni culturali, la quarta edizione del Prix Palatine conferma il suo ruolo di ponte tra i due Paesi e di spazio privilegiato per l’educazione all’immagine, il dialogo interculturale e l’apprendimento delle lingue attraverso il cinema. I giovani giurati hanno visto i film in versione originale sottotitolata, partecipato a incontri e dibattiti con gli autori, confrontato le proprie letture critiche e votato i film preferiti. Ogni anno il Prix Palatine propone una selezione di sei film, tre francesi per la giuria italiana e tre italiani per la giuria francese, scelti secondo criteri precisi: opere recenti, diversità di generi e tematiche, attenzione agli inediti e alle anteprime, qualità artistica e potenziale pedagogico. Ogni film è accompagnato da materiali educativi e da momenti di scambio con registi, attori, distributori e professionisti del cinema.
