HomeAskanewsCommissione Covid, Pregliasco: no a equivalenze tra scienza e opinioni

Commissione Covid, Pregliasco: no a equivalenze tra scienza e opinioni

Roma, 30 mar. (askanews) – “Sono già stato audito nei mesi scorsi dalla Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia, portando il contributo di chi ha operato in prima linea in un contesto segnato da incertezza scientifica e necessità di decisioni rapide. Come ho avuto modo di sottolineare, le scelte adottate sono state basate sulle migliori evidenze disponibili in quel momento, in uno scenario in continua evoluzione. Rileggere oggi quelle decisioni con il senno di poi è inevitabile, ma rischia di offrire una rappresentazione parziale di ciò che è realmente accaduto”. In una nota Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International, affronta il tema della commissione Covid (commissione parlamentare bicamerale di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus Sars-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l’emergenza epidemiologica da Sars-CoV-2) che torna riunirsi oggi e domani.

“Una Commissione di questo tipo è, in linea di principio, uno strumento utile e necessario. Tuttavia, il contesto e alcune dinamiche emerse nel dibattito pubblico mostrano quanto sia facile scivolare da un’analisi tecnica a una rilettura più orientata. Il punto centrale è che esiste una linea sottile tra analisi e narrazione. E questa linea si supera quando evidenze costruite attraverso metodo scientifico vengono poste sullo stesso piano di convinzioni o interpretazioni che non seguono gli stessi criteri. Può essere utile, perché è giusto analizzare anche criticamente quanto accaduto. Ma può diventare meno utile – e questo è un rischio concreto – se si crea uno spazio in cui posizioni rimaste finora ai margini del consenso scientifico trovano una legittimazione indiretta semplicemente perché inserite nello stesso contesto di discussione”.

“È giusto valutare eventuali errori. Ma è altrettanto importante evitare che questo processo venga percepito come una delegittimazione complessiva della risposta scientifica e sanitaria alla pandemia. La scienza può e deve essere discussa, ma non può essere relativizzata né posta su un piano di equivalenza con opinioni che non si basano sugli stessi metodi di verifica. L’obiettivo dovrebbe essere quello di imparare davvero da quanto accaduto e rafforzare la capacità di risposta futura. Tutto ciò che si allontana da questo – anche senza dichiararlo esplicitamente – rischia di indebolire, più che rafforzare, il rapporto di fiducia tra cittadini, istituzioni e comunità scientifica”, conclude Pregliasco.