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martedì, 17 Febbraio, 2026
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Commissione Ue: eurobond rafforzano ruolo internazionale euro

Bruxelles, 16 feb. (askanews) – La Commissione europea ha presentato ai ministri finanziari dell’Eurogruppo, oggi a Bruxelles, una nota di 30 pagine dal titolo ‘Strengthening the role of the euro’ in cui, tra le altre proposte, la continuazione delle emissioni di debito da parte dell’Ue (ovvero gli eurobond) viene chiaramente prospettata come uno fattore essenziale per creare un ‘asset sicuro’ denominato in euro, che attrarrebbe sicuramente gli investitori internazionali, anche considerando l’instabilità geopolitica crescente.

Nella nota si analizzano tutti i fattori che possono contribuire a rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, si propongono diverse iniziative in questo senso e si chiede ai ministri se concordano con la valutazione della Commissione, quali azioni considerino più rilevanti e quali andrebbero realizzate in priorità.

Per l’Esecutivo comunitario, occorre in particolare procedere con l’attuazione dell’euro digitale; mappare le dipendenze dell’Ue rispetto ai paesi terzi nel settore finanziario; accelerare i lavori per rendere i sistemi di pagamento dell’Ue più autonomi (rispetto alla situazione attuale in cui il mercato è dominato dalle americane Visa, MasterCard e American Express),; promuovere l’uso dell’euro nelle transazioni internazioanali (in particolare riguardo agli approvvigionamenti nei settori chiave dell’energia, delle materie prime e della difesa) e rafforzare il ruolo dell’euro negli appalti, nella fatturazione, nella determinazione dei prezzi e nei pagamenti; infine, indica la Commissione, bisognerebbe ‘continuare le emissioni di debito dell’Ue per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo’.

Su quest’ultimo punto, il documento dell’Esecutivo comunitario nota che ‘negli ultimi anni le obbligazioni dell’Ue si sono affermate come un asset liquido e sicuro e come un’opportunità per investire nell’euro, con un chiaro interesse da parte degli investitori internazionali’, e perciò ‘è fondamentale sviluppare ulteriormente questo mercato’.

E tra le ‘potenziali azioni aggiuntive’ sottoposte ai ministri finanziari dell’Eurozona, la Commissione insiste sulla necessità di ‘continuare l’emissione di obbligazioni dell’Ue per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo’.

Nel testo, si afferma che ‘il ruolo internazionale dell’euro è il risultato di solidi fondamentali economici, decisioni politiche e potenti effetti di rete’. E si spiega che ‘i fondamentali economici essenziali, come le dimensioni e il vantaggio competitivo dell’economia emittente, il suo ruolo nel commercio globale, il suo bacino di asset sicuri e, più in generale, le dimensioni, la profondità, la liquidità e la sicurezza dei suoi mercati finanziari, costituiscono la base materiale per lo status internazionale di una valuta’.

La nota rileva che ‘secondo i calcoli del Fmi, si stima che circa la metà delle attività e passività esterne globali sia denominata in dollari statunitensi. L’euro si colloca al secondo posto, con circa il 20% delle attività e passività esterne globali’ denominate nella moneta unica europea.

‘Negli ultimi anni – ricorda la Commissione -, l’Ue stessa ha aumentato la disponibilità di asset sicuri e liquidi denominati in euro. Tra i principali programmi di politiche attualmente finanziati da obbligazioni dell’Ue figurano ‘NextGenerationEU’, i programmi di sostegno finanziario all’Ucraina e ad altri paesi del vicinato, il nuovo strumento Safe (‘Security Action for Europe’) dell’Ue e, più recentemente, la decisione di prestare 90 miliardi di euro all’Ucraina’. Da gennaio 2023, tutte le emissioni dell’Unione per i diversi programmi sono consolidate sotto un unico ombrello obbligazionario, ‘l’approccio di finanziamento unificato dell’Ue’. L’istituzione dell’approccio di finanziamento unificato, afferma la Commissione, ‘ha rappresentato un passo importante nello sviluppo dell’Ue come emittente di asset sicurii, ingenti e liquidi. Dal 2020, l’UE è diventata il terzo emittente di debito pubblico con rating AAA a livello mondiale’.

La nota rileva ancora che ‘si prevede che la combinazione di mandati nuovi ed esistenti per l’emissione di debito, che continuerà nel prossimo Quadro finanziario pluriennale’ dell’Ue (Qfp) per il periodo 2028-2034, ‘sosterrà una presenza forte e regolare dell’Ue sui mercati dei capitali’.

In particolare, ‘la proposta di Qfp 2028-2034 include diversi programmi che si baserebbero su nuove emissioni di debito per finanziare prestiti sia agli Stati membri dell’Ue che ai paesi partner: 1) fino a 150 miliardi di euro di prestiti strategici nell’ambito dei Programmi di Partenariato Nazionale e Regionale per finanziare ulteriori riforme e investimenti; 2) la componente prestiti del sostegno fino a 100 miliardi di euro (sotto forma di prestiti e sovvenzioni) all’Ucraina; 3) l’assistenza macrofinanziaria nell’ambito dell”Europa globale”.

Inoltre, ricorda ancora la Commissione, è stato proposto ‘un nuovo meccanismo straordinario e temporaneo per rispondere alle conseguenze di gravi crisi, gravi difficoltà o gravi minacce che colpiscano l’Unione o i suoi Stati membri. Questo strumento straordinario di crisi, se attivato, erogherà prestiti agli Stati membri garantiti da emissioni dell’Ue, esclusivamente per il periodo del prossimo bilancio a lungo termine, in caso di grave crisi’.

La Commissione propone inoltre ‘l’istituzione di un unico organismo emittente tra le istituzioni e gli organi sovranazionali dell’Ue’, che ‘comporterebbe emissioni più consistenti e liquide, a vantaggio del ruolo internazionale dell’euro. Oltre alle obbligazioni sicure e liquide dell’Ue, sia il Meccanismo europeo di stabilità (Mes, ndr) che il Fondo europeo di stabilità finanziaria emettono obbligazioni sui mercati dei capitali. Anche il Fondo di risoluzione unico ha la possibilità di contrarre prestiti, sebbene non lo abbia ancora fatto’.

Il Fondo di risoluzione unico, un ‘backstop’ concepito per intervenre in caso di crisi bancaria nell’Eurozona, è previsto dalla riforma del Mes che è bloccata, per ora, dalla mancata ratifica dell’Italia.

‘L’integrazione del Mes nel quadro giuridico dell’Unione e l’istituzione di un unico organismo emittente per le obbligazioni sovranazionali’ dell’Ue, sottolinea la Commissione, ‘ridurrebbero, tra l’altro, i costi amministrativi e contribuirebbero a rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, offrendo titoli più consistenti e liquidi. Un tale approccio potrebbe facilitare l’inclusione delle emissioni’ in euro ‘nei principali indici sovrani, che fungono da benchmark per i grandi investitori istituzionali, e quindi aumentare la domanda strutturale di tali obbligazioni. Più in generale – ribadisce la nota -, continuare a emettere obbligazioni nell’Ue per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo sarebbe economicamente efficiente e rafforzerebbe ulteriormente il ruolo internazionale dell’euro’.

Nel 2018 e nel 2021 la Commissione, ricorda ancora la nota, aveva sottolineato ‘l’importanza dell’integrazione dell’Unione economica e monetaria, compreso il completamento dell’Unione bancaria e dell’Unione dei mercati dei capitali, nonché l’emissione di asset sicuri comuni dell’Ue, come mezzo per rafforzare il ruolo internazionale dell’euro’.

‘L’emissione di obbligazioni del ‘NextGenerationEU’ può essere considerata un importante sviluppo per quanto riguarda l’emissione di un asset sicuro comune dell’Ue, a dimostrazione dell’interesse degli investitori per tale prodotto finanziario’, conclude la Commissione che tuttavia non parla di ‘eurobond’, ma usa il termine ‘emissioni Ue’.

Inoltre, nella nota, l’Esecutivo comunitario non menziona mai la possibilità di un ‘roll-over’ delle obbligazioni che finanziano il Fondo per la ripresa e la resilienza post-Covid, ovvero il rimborso dei titoli alla scadenza mediante nuove emissioni di debito, come accade normalmente per il Tesoro nazionale di qualunque paese.

Loc