Monaco di Baviera, 15 feb. (askanews) – “La Russia non è una superpotenza. Dopo oltre un decennio di conflitto, inclusi 4 anni di guerra su vasta scala in Ucraina, la Russia è appena andata oltre le linee del 2014, e il costo è stato di 1,2 milioni di vittime. Oggi la Russia è distrutta, la sua economia è a pezzi. È scollegata dai mercati energetici europei e i suoi cittadini stanno fuggendo. In effetti, la minaccia più grande che la Russia rappresenta in questo momento è che ottiene più al tavolo dei negoziati di quanto abbia ottenuto sul campo di battaglia”. Lo ha detto l’Alta rappresentante della Politica estera Ue Kaja Kallas nel suo intervento alla Conferenza sulla Sicurezza di MOnaco.
“E a proposito di negoziati – ha proseguito Kallas -, ciò che conta più dell’avere un posto al tavolo è sapere cosa chiedere quando ci si siede. Il motivo è molto semplice. Le richieste massimaliste della Russia non possono essere soddisfatte con una risposta minimalista. Pensateci. Se l’esercito ucraino deve essere limitato nelle dimensioni, anche la Russia dovrebbe esserlo. Dove la Russia ha causato danni in Ucraina, la Russia deve pagare per quei danni”.
