Roma, 28 apr. (askanews) – Il mancato rientro dal deficit eccessivo nel 2025 è dovuto all’accelerazione della spesa primaria dovuta a sua volta da una maggiore spesa dei bonus edilizi. E’ quanto rileva la Corte dei conti in audizione presso le commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. “Nel confronto con le stime del documento programmatico di finanza pubblica, aggiornate in occasione della NTI 26-28, il dato di consuntivo del 2025 evidenzia un peggioramento del livello di indebitamento, di circa 0,1 punti percentuali di Pil (per poco meno di 600 milioni) – spiega la Corte dei conti -. Tale peggioramento, rispetto alla stima precedente, non consente di raggiungere il traguardo della discesa al di sotto del parametro europeo del 3 per cento del Prodotto, rinviando all’esercizio successivo il momento di uscita dalla procedura di disavanzo eccessivo. Le differenze nei dati di consuntivo sono dettate da un andamento più acceso, rispetto a quanto prefigurato, delle entrate (+10,7 miliardi), sia correnti (+4,3 miliardi) sia in conto capitale (+4,8 miliardi), più che compensate da una crescita – più intensa del previsto – della spesa primaria (+12,5 miliardi); il relativo tasso di variazione, infatti, sale di 1,2 punti, attestandosi al +4,3 per cento, in luogo del +3,1 per cento delle previsioni di fine dicembre. Il flusso di interessi passivi si è collocato, invece, su valori inferiori alle attese per 1,1 miliardi, anche in ragione del miglioramento della percezione del rischio Paese, attestato dagli upgrade rilasciati nel 2025 dalle principali agenzie di rating”.
“L’accelerazione della spesa primaria – aggiunge – è ricollegabile sostanzialmente alla componente in conto capitale (+11,6 miliardi) e riguarda, in primo luogo, i contributi agli investimenti, rivisti al rialzo di 6,1 miliardi per effetto della maggiore spesa legata ai bonus edilizi; va tuttavia segnalato anche l’andamento particolarmente positivo degli investimenti fissi lordi (3,5 miliardi), anche sotto la spinta dei programmi Pnrr, e delle altre spese in conto capitale (+2 miliardi)”.
