Roma, 22 giu. (askanews) – Keir Starmer ha gettato la spugna la vittoria del sindaco di Manchester, Andy Burnham, alle suppletive di Makerfield hanno di fatto costretto il leader del Labour a rassegnare le dimissioni, anche se è probabile che il Primo ministro rimanga comunque a Downing Street fino a settembre.
Una proroga che servirebbe a garantire una transizione senza troppi scossoni all’interno del Labour e dello stesso esecutivo, dando tempo a Burnham di scegliere con calma la propria futura squadra di governo e le sue priorità politiche; un passaggio di consegne all’interno del partito ordinato e gestito a livello di capi di gabinetto, senza mettere a rischio la continuità dell’azione politica.
Detto questo, gli scenari possibili sono essenzialmente due: il primo, quello preferito dal campo di Burnham, lo vedrebbe eletto per acclamazione dal partito parlamentare, senza alcuno sfidante – o quanto meno, nessuno che possa raggranellare il supporto minimo di 81 deputati. L’ormai ex sindaco di Manchester diverebbe così leader del partito – e, di conseguenza, del governo dato che godrebbe implicitamente della fiducia della grande maggioranza dei parlamentari laburisti.
In tal caso, nel corso della transizione il governo uscente si assicurerebbe di garantire che i preparativi per la legge di bilancio autunnale procedano regolarmente, anche se le scelte politiche sulle priorità di spesa sarebbero in ultima analisi di Burnham.
Il secondo scenario vede invece l’emergere di uno o più sfidanti alla guida del partito – in teoria, compreso lo stesso Starmer se ottenesse il sostegno necessario – con il conseguente voto degli iscritti. Le tempistiche possono variare, ma i precedenti variano fra le sei settimane e mezza e i tre mesi di tempo: in ogni caso è probabile dunque a un passaggio di consegne dopo l’estate.
Mentre il partito (ed eventualmente gli iscritti) decide e gli staff trattano, Starmer rimarrebbe al timone sia pure con un margine di manovra politico piuttosto limitato – sufficiente tuttavia per far approvare qualche provvedimento particolarmente significativo: un modo per lasciare dietro di sé una qualche eredità politica positiva nell’arco di un mandato iniziato con grandi speranze ma terminato in un sostanziale fallimento.
Un fallimento fra l’altro che è possibile valutare come soprattutto personale: Burnham ha vinto con largo margine in una circoscrizione che era sì laburista ma che nelle recenti amministrative aveva visto la vittoria del Reform Uk di Nigel Farage. Il messaggio dell’elettorato sembra essere che i voti ci sono ancora, ma non per Starmer.
