HomeAskanewsCrans Montana, l’ambasciatore Cornado: non pagheremo le spese mediche

Crans Montana, l’ambasciatore Cornado: non pagheremo le spese mediche

Roma, 28 apr. (askanews) – Le fatture inviate dalla Svizzera per le cure mediche prestate ai ragazzi italiani rimasti coinvolti nella strage di Crans Montana la notte di capodanno “non saranno pagate né dai familiari dei nostri ragazzi né tantomeno dallo Stato italiano”. Lo ha ribadito l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, sottolineando in un’intervista a Mattino Cinque che “la Svizzera non può trattare questa strage come fosse un incidente sulle piste di sci”.

Se è vero che un regolamento europeo del 2004 prevede che le spese mediche sostenute dalla Svizzera per un cittadino italiano vengano trasmesse all’Italia per chiederne il rimborso, “in questo caso questo protocollo non va applicato perché ci troviamo di fronte a una strage di una gravità inaudita” e “perché c’è una grande, pesante, schiacciante responsabilità morale in capo ai gestori del locale che hanno sbarrato le uscite di sicurezza, installato un soffitto infiammabile, consentito, incoraggiato i loro camerieri ad andare in giro con queste bottiglie con candele pirotecniche che hanno poi appiccato il fuoco, senza persone di vigilanza, senza sicurezza, senza neanche lanciare l’allarme”.

“C’è una responsabilità morale incombente anche sul comune di Crans Montana”, ha aggiunto l’ambasciatore, perchè “per ben sei anni non ha effettuato alcun controllo e non posso credere che in una cittadina di 10.000 abitanti l’amministrazione non sapesse che il locale era del tutto inadeguato dal punto di vista delle misure di sicurezza”. Per Cornado c’è “una responsabilità morale pesante anche in capo al Canton Vallese che avrebbe dovuto verificare che questi controlli venissero effettuati”. Lo stesso regolamento europeo, ha proseguito il diplomatico, “prevede la possibilità che le parti rinuncino a richiedere rimborsi e l’Italia già lo ha fatto, perché noi non chiederemo neanche un euro di rimborso ai due ragazzi svizzeri che sono stati ricoverati per mesi al Niguarda, trasferiti in elicottero a spese dell’Italia al Niguarda”.

Infine alla domanda se l’Italia si costituirà parte civile, l’ambasciatore ha risposto: “E’ un annuncio che verrà fatto a breve, ma da quanto ho sentito sì, è intenzione dell’Italia costituirsi parte civile nel procedimento penale contro i Moretti”.