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sabato, 24 Gennaio, 2026
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Crans Montana, Meloni richiama ambasciatore: scarcerazione Moretti un’offesa

Roma, 24 gen. (askanews) – Il governo italiano contro la magistratura svizzera dopo la scarcerazione, su cauzione, di Jacques Moretti, titolare del locale “Constellation” di Crans Montana dove sono morte 40 persone a Capodanno.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno richiamato a Roma l’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado e inoltrato una formale protesta alla procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud, a cui è stata rappresentata “la viva indignazione del Governo e dell’Italia”.

“Una decisione – accusa la presidente del Consiglio – che rappresenta una grave offesa e una ulteriore ferita inferta alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana e di coloro che sono tuttora ricoverati in ospedale. L’Italia tutta chiede a gran voce verità e giustizia, e chiede che a ridosso di questa sciagura vengano adottati provvedimenti rispettosi, che tengano pienamente conto delle sofferenze e delle aspettative delle famiglie”.

La scarcerazione “è inaccettabile” secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani che annuncia: “Valuteremo tutte le iniziative giudiziarie e politiche a cominciare dal rivolgere un appello alle autorità politiche cantonali affinché facciano pressioni perché il processo vada avanti rapidamente, che non si inquinino le prove e ancora meglio se il processo può essere affidato alla magistratura in via straordinaria di un altro Cantone”.

Alle autorità italiane replica la procuratrice Pilloud. “Ho spiegato – ha detto – che non si tratta di una mia scelta, ma di una decisione del Tribunale delle misure coercitive. Non voglio provocare un incidente diplomatico tra i due Paesi. Non cederò a un’eventuale pressione delle autorità italiane, per cui ho consigliato all’ambasciatore di rivolgersi alle autorità politiche svizzere”.

Anche il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin, in un video, risponde al governo italiano. “Possiamo comprendere l’indignazione – dice – ma in Svizzera abbiamo procedure diverse da quelle italiane e i due sistemi giuridici non vanno sovrapposti. Dobbiamo rispettare la separazione dei poteri e la politica non deve interferire. La giustizia deve svolgere le sue indagini in modo trasparente e pagare eventuali errori. La stessa cosa vale sul piano politico”.

Parole rintuzzate dalla Lega che invita Parmelin “ad un garbato e prudente silenzio, per rispetto delle vittime e dei loro parenti, nella certezza che la giustizia svizzera non farà sconti a nessuno, parenti o amici che siano”.