Roma, 30 nov. (askanews) – “Nessuno ha il diritto di usare violenza, di manifestare le proprie idee con violenza e non condannare queste cose innesca dei meccanismi che poi nessuno controlla”: lo ha detto oggi il ministro della Difesa, Guido Crosetto, interpellato nel suo intervento a CasaCorriere Festival sulla sua foto bruciata ieri durante la manifestazione a Roma e sulle dichiarazioni di Francesca Albanese sull’attacco alla redazione di La Stampa.
“Se non prendi posizioni dure contro la violenza, se non rinneghi immediatamente quell’atteggiamento, che venga da destra, da sinistra, dal centro, da chiunque e non gli dai alcuna giustificazione, che è la cosa che ha fatto” Albanese, “ecco, se fai questo, inneschi dei meccanismi per cui qualcuno pensa che la violenza sia legittima”, ha sottolineato il ministro. Si innescano “meccanismi in persone che magari non hanno la stessa cultura, non hanno le stesse barriere morali, non hanno le stesse barriere culturali”, per cui può passare “l’idea che ci sono delle idee per cui la violenza possa essere possibile, per cui il fare del male a qualcun altro sia lecito e legittimo”.
“Noi dobbiamo combattere ogni volta che vediamo radicarsi un pezzettino di male, perché se non lo combattiamo in modo bipartisan al di sopra delle parti… perché se lasciamo sedimentare questa violenza, allora non ne usciamo più”, ha proseguito il ministro, sottolineando che anche il gesto la solidarietà alla persona offesa, come nel suo caso per la foto data ieri alle fiamme, “non la dai per la persona offesa, la dai per dire che quel gesto è sbagliato, per dire che quello non è il modo con cui si manifestano le idee”.
“E se tu devi spiegare queste cose, vuol dire che non siamo ancora una democrazia matura, soprattutto quando il silenzio viene anche da chi fa politica o a ruoli istituzionali”, ha rimarcato Crosetto.
Il ministro della Difesa ha ribadito oggi la propria “totale solidarietà” a La Stampa per l’assalto alla redazione, affermando: “Io non penso che esista nessuna idea, se non quelle che abbiamo cancellato per sempre, io mi auguravo, dalla nostra storia, cioè quelle del nazismo e del fascismo, che pensasse che per affermare un’idea bisogna entrare nella redazione di un giornale e distruggere quel giornale o dare una lezione ai giornalisti”.
“Non si danno lezioni ai giornalisti, non si danno lezioni ai politici con la violenza, non si danno lezioni ai poliziotti, ai carabinieri, a nessuno”, ha ricordato il ministro.

