HomeAskanewsCrosetto: la tattica dell’Iran è quella di scatenare il caos

Crosetto: la tattica dell’Iran è quella di scatenare il caos

Roma, 5 mar. (askanews) – L’obiettivo iraniano nella sua risposta all’azione israelo-statunitense sembra essere quello di estendere il conflitto e provocare un impatto economico globale scatenando “il caos”. Lo ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto nell’informativa al Senato svolta insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla crisi in Medio Oriente. Secondo Crosetto, la tattica di Teheran appare sempre più chiara. “La sintesi della tattica ormai si sta chiarendo ed è quella di scatenare il caos”.

Il ministro ha spiegato che l’Iran starebbe cercando di coinvolgere l’intera regione indipendentemente dalle posizioni dei singoli paesi. “Far sì che non ci sia un paese della zona che abbia o non abbia appoggiato l’iniziativa, che sia o no d’accordo con questi paesi che hanno sostenuto l’iniziativa americana e israeliana”.

L’obiettivo, ha aggiunto, sarebbe quello di ampliare le conseguenze del conflitto oltre i diretti protagonisti. “Scatenare un caos che propaghi l’onda di questo conflitto all’esterno dei contendenti”.

Crosetto ha sottolineato soprattutto il possibile impatto economico globale. “Io penso che una delle tattiche dell’Iran sia quella di arrivare nelle case, sulle tavole e nelle tasche di ognuno dei cittadini occidentali”.

Ma per Crosetto la crisi in Medio Oriente rischia di avere effetti destabilizzanti anche su altri teatri di guerra già aperti, a partire da quello ucraino. Secondo Crosetto, il quadro internazionale che si sta delineando è caratterizzato da un aumento generale dell’instabilità. “Il quadro di caos che si apre con questa crisi rischia di incrementare altri quadri di caos che sono già aperti”. Tra questi, ha spiegato, c’è il conflitto tra Russia e Ucraina. “Il fronte ucraino è un fronte che può peggiorare con questa crisi”.

Il ministro ha indicato anche le dinamiche interne alla Russia come fattore di rischio: “Putin è in grande difficoltà in Russia, non perché qualcuno sia contro la guerra, ma perché la parte più nazionalista lo critica perché non ha ancora concluso la guerra”. Secondo Crosetto, i settori più radicali criticano il presidente russo anche per altri fronti geopolitici: “Lo criticano per la Siria, lo criticano per il Venezuela, lo criticano per l’Iran e perché da quattro anni sarebbe impantanato in Ucraina”.