HomeAskanewsCultura, manifesto BIPM: pace e clima patrimonio mondiale

Cultura, manifesto BIPM: pace e clima patrimonio mondiale

Roma, 3 nov. (askanews) – Riconoscere la Pace, il Clima e il Turismo sostenibile come patrimonio dell’umanità. E’ questo il messaggio contenuto nel Manifesto lanciato dall’Associazione Beni Italiani Patrimonio (BIPM), realtà che da oltre 20 anni riunisce più di 50 Enti responsabili della gestione dei Beni italiani iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale, con lo scopo di promuovere progetti e iniziative per valorizzare i siti e accrescere la consapevolezza e la sensibilità nei confronti dell’immenso Patrimonio Culturale e Naturale che è nostra responsabilità tutelare e tramandare.

Il documento è stato approvato nel corso dell’assemblea elettiva che ha rinnovato alla presidenza Alessio Pascucci. Sono stati approvati anche gli enti che entrano nella nuova composizione del Consiglio Direttivo: i comuni di Alberobello, Capriate San Gervasio, Cerveteri, Ferrara, Firenze, Urbino, Sabbioneta, San Gimignano, Siena, Verona, Vicenza, la Comunità Montana di Valle Camonica e la Fondazione Dolomiti UNESCO. Sono state, inoltre, approvate anche le modifiche allo statuto volte a migliorare l’operatività organizzativa dell’Associazione.

“Il valore della pace – si legge nel documento programmatico – non è un principio astratto, ma una responsabilità concreta. È il fondamento stesso della missione UNESCO: costruire pace attraverso la cooperazione internazionale e il rispetto dei diritti umani. Per questo crediamo che la pace si costruisca innanzitutto nei luoghi della formazione. Guerra, riarmo e indebolimento del dialogo internazionale rappresentano l’esatto contrario dei principi che guidano la missione UNESCO e la Convenzione per la protezione del patrimonio culturale e naturale. Serve per questo attivare le nuove generazioni, attraverso cultura e patrimonio. Il futuro del patrimonio mondiale si costruisce oggi. Serve un investimento deciso in educazione, formazione e pratiche culturali che rendano le nuove generazioni protagoniste, non spettatrici. Il patrimonio deve essere vissuto, reinterpretato e trasmesso come responsabilità condivisa”.

Quanto alle tematiche ambientali, afferma BIPM, “la crisi climatica è una sfida globale che incide direttamente sulla tutela dei patrimoni mondiali. Interroga l’intera umanità e, inevitabilmente, minaccia i siti e i patrimoni UNESCO. Anche nel nostro Paese, la partecipazione dell’Italia alla necessaria condivisione delle responsabilità di fronte alla necessità della transizione energetica da una economia fossile, tanto più stressata oggi dalle guerre in corso, ad una a minor impatto di carbonio, rischia di avere effetti controproducenti sulla tutela dei Patrimoni Mondiali. Provvedimenti recenti, come la Legge n. 4/2026 sulle aree idonee per impianti da fonti rinnovabili, rischiano di produrre impatti significativi sui contesti paesaggistici e culturali in cui questi beni sono inseriti. È quindi indispensabile costruire un equilibrio tra transizione energetica e tutela del patrimonio, che tenga conto della straordinaria densità e varietà dei siti presenti nel nostro Paese. La sfida non è scegliere tra ambiente e patrimonio, ma integrarli in una visione coerente e responsabile”.

“La Pace e il Clima debbono essere considerati alla stregua dei Beni Patrimonio mondiale e poter avere tutte le attenzioni necessarie da parte delle istituzioni politiche nazionali e internazionali. Le guerre, la crisi energetica e climatica ci impongono una rivoluzione che può e deve partire con il coinvolgimento delle nuove generazioni chiamate a valori concreti come il rispetto della vita e dell’ambiente che ci circonda, intesi come valori universali”, dichiara il presidente Alessio Pascucci.