Milano, 8 nov. (askanews) – “La natura della guerra ibrida è chiara: siamo di fronte a reti opache che compiono operazioni illecite. In vista delle prossime scadenze elettorali ci sarà un tentativo sistematico di condizionare l’opinione pubblica e dividere gli europei attraverso la disinformazione”. Lo afferma il vicempremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista al Giornale. “I cittadini italiani sono svegli – aggiunge il ministro – ma serve massima vigilanza. È un problema con cui dobbiamo fare i conti”.
“Gli attacchi iniziano a essere davvero pesanti. Non si tratta solo di hackeraggio – spiega Tajani – ma di colpire i cavi, i segreti industriali, gli ospedali, le infrastrutture critiche. È per questo che lunedì al G7 Esteri porrò il tema e ho già scritto al mio omologo francese. I russi non faranno una guerra tradizionale con noi, la minaccia è a 360 gradi e va affrontata attraverso una presa di coscienza collettiva”. Quanto all’episodio emerso nelle ultime ore di un’attività nel darkweb per acquisire informazioni sulla sua famiglia, Tajani rivela di essere stato informato della cosa due giorni fa: “Me l’ha segnalata la direzione generale del ministero. Quando il presidente Zelensky venne a Roma ci fu un pesante attacco contro il sito della Farnesina, che abbiamo respinto. Oggi la minaccia si alza di livello, toccando gli affetti personali. Ma le nostre difese cibernetiche sono operative e pronta la risposta a ogni tentativo di intrusione”. Sull’ipotesi che l’operazione sia riconducibile direttamente alla Russia, il ministro precisa: “Finché non ci sono prove formali bisogna muoversi con cautela insieme all’intelligence e alla polizia postale. Ma la natura della guerra ibrida è chiara: siamo di fronte a reti opache che compiono operazioni illecite”.
Nell’intervista viene affrontato anche l’episodio della foto realizzata con l’IA pubblicata da Stefano Bonaccini che ritraeva il vicepremier col cappellino Maga di Trump: “Ho lanciato un appello per evitare l’uso dell’intelligenza artificiale in campagna elettorale. Utilizzarla per manipolare la realtà e dimostrare una tesi falsa alimenta la disinformazione. Evidentemente alla scuola del Pci insegnavano questo”.

