Roma, 2 apr. (askanews) – Il primo ad uscire dopo la riunione con Gravina è stato Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione calciatori: “Finalmente si parla di qualcosa che noi portiamo avanti da tanto tempo, ovvero che gli italiani giocano poco, speriamo che anche con la politica si possano studiare norme che possano rilanciare il mondo del calcio italiano. Gravina anche oggi ha la fiducia e la stima delle componenti federali, ma ci rendiamo conto del momento di difficoltà, sappiamo che dovremo rimboccarci tutti le maniche. La delusione deve essere trasformata in positività. Il calcio è il primo movimento in Italia, ma non riusciamo a valorizzare tutto quello che facciamo. La nostra non è una guerra allo straniero, negli altri Paesi hanno le nostre stesse norme, come in Spagna, dove però giocano il 60% di spagnoli. Dobbiamo insegnare il calcio alla base in maniera diversa, perché i nostri ragazzi si appassionino in maniera diversa al nostro sport, il cambio va fatto alla base e anche nella parte apicale. La rifinitura del talento non la fa la Federazione, ma la fanno le società”
Dimissioni Gravina, Calcagno: "Ora rimboccarsi le maniche"
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