Roma, 20 ott. (askanews) – La Commissione europea e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno presentato oggi una nuova strategia per l’Artico.
La strategia definisce un nuovo quadro di cooperazione politica tra partner che condividono gli stessi principi e valori, ponendo al centro le persone, la sicurezza, il clima e la prosperità, si apprende dal comunicato stampa condiviso da Bruxelles. Il piano si articola in quattro priorità: rafforzare la sicurezza e la resilienza, affrontare i cambiamenti climatici nell’Artico, promuovere la prosperità e creare opportunità per le persone e le comunità artiche.
Come sostenuto dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, l’Unione europea fa parte dell’Artico, in quanto oltre mezzo milione di cittadini europei vivono in questa regione. Con il Regno di Danimarca, la Finlandia e la Svezia tra i suoi Stati membri artici, e grazie agli stretti legami con Norvegia, Islanda, Regno Unito, Canada e Stati Uniti, l’UE è direttamente interessata dagli sviluppi della regione, che incidono sulla sicurezza europea, sul clima e sulla prosperità.
L’Artico sta cambiando rapidamente. La regione si riscalda a una velocità quasi quattro volte superiore alla media globale, con conseguenze sugli ecosistemi, sui mezzi di sussistenza e sulle comunità locali, riferisce Bruxelles. Pertanto, l’apertura di nuove rotte marittime e l’accesso a risorse finora difficilmente sfruttabili stanno trasformando il panorama economico e della sicurezza dell’Artico, alimentando tensioni geopolitiche, competizione strategica e attività militari.
“La sicurezza dell’Artico è sicurezza europea. Oltre 500.000 cittadini dell’UE vivono nell’Artico e tre Stati membri dell’Unione sono nazioni artiche”, ha affermato Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea.
“Con il rafforzamento della presenza e delle ambizioni di Russia e Cina, l’Artico è diventato un fronte della competizione globale per il potere. La nostra strategia rinnovata riflette questa nuova realtà e pone la sicurezza saldamente al centro delle nostre priorità”, ha sostenuto Kallas, osservando che “per difendere i nostri interessi, stiamo intensificando gli sforzi nel campo della sorveglianza, delle infrastrutture, della mobilità militare e delle tecnologie per la difesa in grado di operare nelle condizioni climatiche estreme della regione”.
“L’accesso alle rotte marittime artiche e alle risorse riveste un’importanza strategica per l’Unione europea”, ha specificato Kallas.
La strategia propone misure concrete per promuovere una regione stabile e pronta ad affrontare le sfide future, in stretta collaborazione con i partner artici e le comunità locali, comprese le popolazioni indigene, e nel loro interesse, osserva Bruxelles.
La nuova strategia artica dell’Unione europea punta a rafforzare la presenza e la sicurezza europea in una regione sempre più centrale negli equilibri geopolitici globali. Bruxelles intende collaborare con gli Stati membri, i partner artici e la Nato per proteggere le infrastrutture critiche, rafforzare la sorveglianza marittima e migliorare la capacità operativa nell’Artico, anche attraverso il potenziamento delle capacità legate ai rompighiaccio.
All’interno del piano, particolare attenzione è dedicata alla protezione dei cavi sottomarini e delle catene di approvvigionamento, al monitoraggio delle attività marittime e al contrasto delle minacce alle infrastrutture strategiche. In questa direzione si inseriscono la creazione di un Centro per la sicurezza marittima e il progetto di un Centro per i cavi artici, con funzioni di sorveglianza, protezione e coordinamento degli interventi.
La strategia riconosce inoltre il peso crescente della competizione per le risorse naturali e le nuove rotte commerciali aperte dai cambiamenti climatici. L’UE punta a integrare porti, ferrovie, infrastrutture energetiche e reti digitali europee nei futuri corridoi artici, rafforzando la connettività con la regione e la resilienza delle proprie catene di approvvigionamento. Tra i progetti figurano il cavo sottomarino Pan-Arctic Cable, per collegare direttamente la Groenlandia all’Europa, e il potenziamento delle comunicazioni satellitari attraverso IRIS².
Sul fronte economico ed energetico, Bruxelles intende sostenere le energie rinnovabili, lo sviluppo sostenibile e l’accesso alle materie prime critiche, confermando al contempo la propria posizione contraria allo sfruttamento di petrolio, carbone e gas nell’Artico. La strategia comprende anche il rafforzamento della ricerca scientifica e della cooperazione con le comunità locali e le popolazioni indigene.
Il cambiamento climatico rappresenta infatti una questione strategica oltre che ambientale: il riscaldamento accelerato della regione ha conseguenze dirette sulla sicurezza, sugli ecosistemi e sulle condizioni meteorologiche europee. L’UE intende quindi potenziare il monitoraggio climatico e la condivisione dei dati.
Infine, Bruxelles punta a rafforzare la resilienza democratica dei partner artici, contrastando disinformazione e interferenze straniere e promuovendo il coinvolgimento delle comunità locali, soprattutto dei giovani per assicurare che le loro esigenze e aspirazioni continuino a orientare le iniziative europee nella regione.

