Roma, 8 apr. (askanews) – Il Consiglio supremo iraniano per la sicurezza nazionale ha rivendicato “una grande vittoria” il fatto che gli Stati Uniti abbiano accettato il piano in 10 punti “come base per i negoziati” che si terranno a Islamabad, sottolineando che “questo non significa la fine della guerra e che l’Iran accetterà la fine del conflitto solo quando anche i dettagli verranno definiti nel corso dei negoziati”.
In un comunicato riportato dall’agenzia di stampa Tasnim, Teheran ha quindi precisato i punti che saranno alla base del negoziato: “Il passaggio controllato attraverso lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze armate iraniane, che garantirebbe all’Iran una posizione economica e geopolitica unica; la fine della guerra contro tutte le componenti dell”asse della resistenza’, che significherebbe la storica sconfitta dell’aggressione del regime israeliano responsabile dell’uccisione di bambini; il ritiro delle forze combattenti americane da tutte le basi e dai punti di dispiegamento nella regione; la creazione di un protocollo di sicurezza formale per la navigazione nello Stretto di Hormuz che garantisca all’Iran l’autorità di supervisione secondo il protocollo concordato”.
E ancora: “Il pagamento integrale dei danni inflitti all’Iran secondo le stime; la revoca di tutte le sanzioni primarie e secondarie imposte all’Iran; la cancellazione delle risoluzioni del Consiglio dei governatori dell’Aiea e del Consiglio di sicurezza Onu; lo sblocco di tutti i beni iraniani congelati all’estero; la ratifica di tutte queste questioni in una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza”.
Il Consiglio supremo iraniano per la sicurezza nazionale ha sottolineato che “la ratifica di questa risoluzione trasformerebbe tutti questi accordi in diritto internazionale vincolante e rappresenterebbe un’importante vittoria diplomatica per la nazione iraniana”.
“I negoziati inizieranno a Islamabad venerdì 10 aprile, in un clima di totale sfiducia nei confronti della parte americana, e l’Iran dedicherà due settimane a questi colloqui. Questo periodo potrà essere prorogato previo accordo tra le parti”, ha aggiunto il Consiglio, rimancando la necessità di “mantenere la piena unità nazionale durante questo periodo”.
“Le trattative sono trattative nazionali e una specie di continuazione della battaglia sul campo, ed è necessario che tutto il popolo, le élite e i gruppi politici abbiano fiducia e sostengano questo processo, che si svolge sotto la supervisione dei leader della Rivoluzione e dei più alti livelli del sistema, ed evitino rigorosamente qualsiasi dichiarazione divisiva – ha aggiunto – se la resa del nemico sul campo diventerà un risultato politico decisivo nelle trattative, festeggeremo insieme questa grande vittoria storica; altrimenti combatteremo fianco a fianco sul campo di battaglia fino a quando non saranno soddisfatte tutte le richieste della nazione iraniana”.
“Abbiamo la mano sul grilletto e, al minimo errore da parte del nemico, risponderemo con tutta la nostra forza”, ha concluso il Consiglio supremo.
