Roma, 8 apr. (askanews) – Elia Del Grande, il 50enne condannato per aver ucciso il padre, la madre e il fratello il 7 gennaio 1998 nella cosiddetta “strage dei fornai”, è stato rintracciato e fermato a Varano Borghi (Varese), verso le 13.30 di oggi, dai Carabinieri della Compagnia di Gallarate. L’uomo aveva fatto perdere le sue tracce il giorno di Pasqua: non aveva fatto rientro in una casa-lavoro di Alba presso la quale avrebbe dovuto trascorrere sei mesi come volontario in una mensa per i poveri.
Al momento del fermo, Del Grande era alla guida di una Fiat 500, che risultava rubata precedentemente presso il cimitero della frazione Lentate di Sesto Calende. Le pattuglie dei Carabinieri di Gallarate hanno incrociato l’autovettura lungo la SP 18: Del Grande ha tentato di eludere il controllo fermandosi nella strada di accesso di un’abitazione privata. I militari, notata la manovra, hanno quindi raggiunto e bloccato l’auto con i mezzi militari.
Uno dei carabinieri si è avvicinato al lato guida intimando all’autista di scendere e cercando nel contempo di sottrarre le chiavi dell’auto; mentre era in corso l’operazione, Del Grande ha tentato un’ultima disperata manovra con l’autovettura, provocando lievi lesioni ad uno dei militari, venendo però immediatamente bloccato.
Alla luce di quanto accaduto Del Grande, su concorde parere della Procura di Varese, è stato quindi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali: sarà condotto nel carcere di Varese, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il SIM Carabinieri esprime “il proprio più vivo compiacimento per la brillante operazione condotta dai militari del Comando Provinciale di Varese e della Compagnia di Gallarate, che ha portato all’arresto del pluripregiudicato Elia Del Grande, evaso nei giorni scorsi dalla casa-lavoro di Alba.
“L’arresto, avvenuto a Varano Borghi dopo un tentativo di fuga a bordo di un’auto rubata, testimonia ancora una volta la professionalità, l’abnegazione e il costante controllo del territorio garantito dall’Arma dei Carabinieri. Nonostante la pericolosità del soggetto – già noto alle cronache per gravissimi fatti di sangue – i colleghi hanno operato con determinazione per garantire la sicurezza della cittadinanza”, sottolinea il SIM Carabinieri rivolgendo “un pensiero particolare al militare rimasto ferito durante le concitate fasi della cattura”.
“Al collega va la nostra più totale vicinanza e l’augurio di una pronta e completa guarigione. Il suo sacrificio, seppur fortunatamente con esiti lievi, sottolinea i rischi quotidiani a cui le donne e gli uomini in divisa si espongono per assicurare i fuorilegge alla giustizia”, sottolinea il sindacato dell’Arma.
In merito alla figura dell’arrestato, già protagonista di una precedente evasione, il SIM Carabinieri dice “basta a porte girevoli. E’ inaccettabile che un soggetto di tale pericolosità possa beneficiare di misure che ne permettano la reiterata fuga. Dopo questa seconda evasione e l’ennesima cattura ad opera dei Carabinieri, auspichiamo che l’Autorità Giudiziaria disponga il carcere, ponendo fine al ciclo di ‘uscite’ che mettono a repentaglio l’incolumità pubblica e costringono le Forze dell’Ordine a ripetuti e pericolosi sforzi operativi”.
Il SIM Carabinieri “continuerà a vigilare affinché il lavoro dei colleghi sia tutelato non solo sul campo, ma anche attraverso la certezza che chi delinque e fugge venga posto in condizioni di non nuocere più”.
