Bruxelles, 26 mag. (askanews) – “Condividiamo pienamente la visione di Sua Santità Papa Leone XIV e la necessità di un quadro giuridico efficace e solido per l’Intelligenza artificiale. In Europa questa non è solo una visione; è già una realtà” con “la nostra normativa sull’intelligenza artificiale, quella sui servizi digitali, sui mercati digitali e sulla protezione dei dati”.
Lo ha sottolineato, durante il briefing quotidiano per la stampa della Commissione europea oggi a Bruxelles, il portavoce per i Servizi digitali dell’Esecutivo comunitario, Thomas Regnier, rispondendo a una domanda sull’enciclica “Magnifica humanitas”, pubblicata ieri dal Papa e riguardante la dottrina sociale della Chiesa nel tempo dell’Intelligenza artificiale.
“Oggi, in Europa – ha continuato Regnier -, siamo orgogliosi di poter affermare di avere un quadro giuridico chiaro e netto. Perché è importante? Sua Santità il Papa vi ha fatto diversi riferimenti: innanzitutto, per proteggere i minori, cosa che già facciamo grazie al nostro quadro giuridico”; inoltre, vengono regolamentati “anche i modelli e i sistemi di Intelligenza artificiale che potrebbero potenzialmente esporre le donne online o, ad esempio, creare materiale pedopornografico. Questo tipo di contenuto non ha posto in Europa”, ha rilevato il portavoce.
“Abbiamo un quadro giuridico e, all’interno di tale quadro, siamo pronti a innovare e investire massicciamente per sviluppare soluzioni europee”, ha aggiunto Regnier, precisando poi che la regolamentazione dell’Ue non riguarda solo i giganti della tecnologia digitale, e non si applica solo ad alcuni di essi. “La nostra attenzione non è rivolta (solo ndr) a chi possiede questi sistemi di Intelligenza artificiale. La nostra legislazione e i nostri regolamenti si applicano a tutti i modelli operativi in Europa”.
Alla domanda se l’azienda americana Palantir (specializzata nell’analisi dei “Big Data” e nell’Intelligenza artificiale per governi, forze armate, servizi di intelligence e grandi aziende private) sia sottoposta anch’essa alla regolamentazione Ue, il portavoce ha assicurato: “non ci sono scappatoie legali nella nostra legislazione”.
Le piattaforme che usano l’Intelligenza artificiale, ha spiegato Regnier, hanno obblighi diversi a seconda della categoria a cui appartengono: nella prima categoria, “ci sono solo obblighi di trasparenza che devono essere rispettati”; nella seconda categoria ci sono i modelli “ad alto rischio”, per i quali ci sono “criteri e analisi del rischio molto più precisi che devono esserci forniti”; l’ultima categoria è quella di un modello di A.I. che “violi completamente i nostri diritti fondamentali, nel qual caso è completamente vietato nell’Unione europea”, ha concluso il portavoce.
