Roma, 29 ott. (askanews) – Una triplice falla nel sistema di sicurezza, a vari livelli, potrebbe essere la causa della strage dei treni che ha scosso ieri la Spagna. Le autorità locali predicano la massima prudenza, mentre gli inquirenti sono al lavoro per conoscere le reali motivazioni dell’ennesima tragedia ferroviaria nel Paese. Intanto, prosegue incessante il lavoro dei soccorritori che continuano le ricerche tra le lamiere dopo lo schianto. L’incidente ha provocato la morte di 69 persone. Oltre 100 sono rimaste ferite. La Farnesina ha confermato il coinvolgimento di nove italiani: di questi, uno è ricoverato in ospedale con ferite non gravi, mentre due donne risultano ancora “disperse”.
Le conclusioni definitive sulla collisione tra un treno Iryo e un treno ad alta velocità Renfe dipenderanno da rapporti tecnici, registri, comunicazioni tra i centri di controllo e dichiarazioni dei professionisti coinvolti. Tuttavia, le indagini preliminari suggeriscono una combinazione di errori e guasti operativi che si sarebbero verificati contemporaneamente. Una delle linee d’indagine mira a verificare se ci sia stato qualche tipo di problema nel coordinamento della circolazione ferroviaria. I tecnici stanno analizzando le autorizzazioni alla circolazione, i cambi di binario e le comunicazioni intercorse prima dell’incidente. Gli investigatori cercano di determinare se vi sia stato un errore umano o tecnico nella gestione del traffico che possa aver portato entrambi i treni a trovarsi su traiettorie incompatibili.
Un altro degli aspetti esaminati riguarda i sistemi di segnalamento e di protezione ferroviaria. Gli specialisti stanno verificando il funzionamento dei meccanismi destinati a evitare le collisioni, compresi i sistemi automatici di controllo della velocità e di rilevamento dei conflitti. La domanda fondamentale è se tali sistemi abbiano funzionato come previsto oppure se, al contrario, si sia verificata un’anomalia che ha impedito di correggere la situazione in tempo. Si sta inoltre valutando se gli equipaggi abbiano ricevuto tutte le informazioni necessarie per reagire a una possibile emergenza.
Le indagini preliminari sembrerebbero inoltre indicare una concatenazione di fattori che potrebbe aver ridotto il margine di reazione dei macchinisti e dei centri di controllo. Gli esperti ricordano che i grandi incidenti ferroviari sono raramente riconducibili a un’unica causa. Nella maggior parte dei casi, infatti, concorrono diverse circostanze simultanee: decisioni operative, aspetti tecnici, fattori umani ed elementi legati all’infrastruttura stessa. Determinare come si combinino tutti questi elementi sarà fondamentale per ricostruire quanto accaduto.
Secondo quanto riferito dal quotidiano spagnolo El Mundo, si stima che a bordo dei treni viaggiassero più di 500 persone. Dei 110 feriti che hanno richiesto assistenza medica in Castilla-La Mancha, 60 sono già stati dimessi e 50 rimangono ricoverati “in condizioni critiche”, riporta il giornale spagnolo. Il presidente regionale, Emiliano García-Page, ha sottolineato che i quattro pazienti in condizioni più critiche “stanno migliorando”: “Siamo un po’ più ottimisti sul loro esito finale; siamo più fiduciosi”, ha rappresentato il presidente Page.
Per quanto concerne la situazione degli italiani coinvolti, la Farnesina ha fatto sapere che 5 passeggeri italiani sono stati recuperati in condizioni stabili dai due treni coinvolti. Mentre un sesto è ricoverato in un ospedale di Toledo. Questa mattina, il ministero ha confermato che una delle tre persone disperse ha contattato il Consolato di Madrid per rassicurare sulla propria salute. Pertanto, risultano ancora due donne italiane “disperse”.

