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Escalation di attacchi agli aeroporti tra Arabia saudita e Houthi

Roma, 12 ott. (askanews) – Nuovi attacchi hanno colpito ieri l’Arabia Saudita e lo Yemen, aggravando l’escalation militare tra Riad e gli Houthi, all’indomani del bombardamento contro l’aeroporto internazionale della capitale saudita che aveva provocato almeno 12 morti e centinaia di feriti. Un nuovo attacco contro lo scalo Re Khalid di Riad ha causato la morte di un cittadino pachistano e il ferimento di altre 11 persone, secondo il bilancio diffuso questa mattina dall’autorità saudita per l’aviazione civile. Contemporaneamente, sono stati segnalati bombardamenti sauditi sulla capitale yemenita Sana’a, controllata dagli Houthi.

Il portavoce della coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita, generale Turki al-Maliki, ha riferito che un “proiettile non identificato” ha colpito ieri l’aeroporto di Riad, provocando un incendio. Le autorità saudite hanno precisato che sono ancora in corso le valutazioni dei danni. Un altro attacco ha interessato l’aeroporto internazionale Re Fahd di Dammam, nell’est del regno. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha rivendicato un’operazione contro lo scalo, sostenendo che abbia colpito l’obiettivo e “interrotto il traffico aereo”.

Nello Yemen, l’emittente al Masirah, vicina agli Houthi, ha riferito di raid dell’aviazione saudita contro l’aeroporto internazionale di Sanaa. Secondo il ministero della Salute controllato dal movimento, un bambino è stato ucciso in un bombardamento contro un edificio residenziale della capitale. Il portavoce del ministero, Anees al Asbahi, ha affermato che dal 3 settembre gli attacchi sauditi hanno provocato 91 morti, in maggioranza donne e bambini. La nuova ondata di violenze segue l’attacco di sabato contro un terminal passeggeri dell’aeroporto di Riad, il più sanguinoso registrato in un Paese arabo del Golfo dall’inizio della guerra tra Stati uniti, Israele e Iran, lo scorso febbraio. Secondo un funzionario statunitense e uno del Golfo informati sull’accaduto, gli Houthi avrebbero utilizzato un missile da crociera. Ieri l’ambasciata indiana a Riad ha inoltre annunciato la morte di un cittadino indiano rimasto ferito nell’attacco.

L’ambasciata statunitense in Arabia Saudita ha invitato i propri cittadini e dipendenti alla massima prudenza negli aeroporti del Paese, imponendo autorizzazioni speciali per utilizzare gli scali di Riad, Dammam e Gedda e vietando gli spostamenti entro 20 miglia dal confine yemenita. Nella capitale saudita, le scuole hanno comunicato la sospensione delle lezioni in presenza per l’intera settimana, mentre numerose aziende hanno autorizzato il lavoro da remoto.

L’attuale escalation è cominciata a luglio, quando gli Houthi hanno accusato l’Arabia Saudita di aver bombardato l’aeroporto di Sanaa mentre un aereo iraniano tentava di atterrare. I combattimenti si sono intensificati a settembre, dopo che il movimento yemenita ha conquistato la costa del Mar Rosso precedentemente controllata dalle forze governative sostenute da Riad. La controffensiva avviata la scorsa settimana dalle forze governative, con l’appoggio dell’aviazione saudita, ha riportato lo Yemen in una situazione di guerra aperta.

Secondo gli analisti, gli Houthi hanno progressivamente rafforzato le proprie capacità di attacco a lungo raggio grazie al sostegno finanziario e militare dell’Iran e allo sviluppo della produzione locale di armamenti. La nuova escalation rappresenta una minaccia crescente per la sicurezza saudita e per le ambizioni di Riad di affermarsi come centro internazionale degli affari e del turismo.