Roma, 1 ott. (askanews) – Una massiccia ondata di proteste studentesche è in corso in Francia con quasi 400 licei bloccati – e da oggi anche decine di università – e violenti scontri con la polizia. Le proteste, iniziate dai liceali a Parigi il 25 settembre, si sono estese a numerose altre città fra cui Lione, Lille, Strasburgo, Marsiglia e Nizza. Oggi in particolare alla mobilitazione si sono unite anche le università. Gli studenti universitari hanno risposto ad un appello congiunto all'”Atto 2″ della mobilitazione, occupando gli atenei di diverse città. Oltre 30 sarebbero le università coinvolte, secondo la stampa transalpina.
I liceali denunciano carenze strutturali e di risorse, ritmi scolastici eccessivi e contestano il meccanismo di accesso all’università. Il bilancio complessivo delle proteste è finora di 625 persone arrestate dall’inizio dei blocchi mentre i feriti accertati sono oltre 119 tra studenti e dipendenti scolastici. Si contano anche 83 feriti fra le forze dell’ordine.
Nella periferia parigina di Saint-Denis, folle di giovani si sono radunate di fronte a uno schieramento di polizia. Uno studente ha esibito un cartello con la scritta: “Possiamo spiegarci senza subire gas lacrimogeni?”. A Marsiglia, i servizi di autobus, tram e metropolitana sono stati sospesi a causa di “atti di vandalismo e aggressioni agli autisti” verificatisi in mattinata. Alcuni aggressori hanno cosparso di benzina un preside. A Strasburgo, il servizio tranviario è stato sospeso su richiesta delle autorità statali “per limitare gli spostamenti di rivoltosi e manifestanti”.
A Rennes, dopo aver bloccato la propria università, alcuni studenti si sono uniti ai liceali mobilitati davanti ai loro istituti per sostenerli e difendere anche le loro istanze. “Studenti liceali repressi, risposta universitaria”, recita uno striscione all’ingresso di Sciences Po Rennes, ostruito da alcuni cassonetti. Un incendio è poi divampato questa mattina davanti al liceo Blaise-Pascal di Rouen. In diversi video diffusi sui social network si vedono alte fiamme levarsi davanti all’edificio. Il preside del liceo è rimasto ferito.
Il Primo Ministro Sébastien Lecornu ha convocato una riunione di crisi nel pomeriggio, chiedendo ai ministri di annullare i viaggi previsti per i giorni successivi a causa dei blocchi attuati dagli studenti delle superiori, così da consentire ai prefetti di gestire la situazione. Le manifestazioni e i blocchi, iniziati la scorsa settimana, sono diventati un punto critico per il governo in un momento delicato: l’esecutivo ha annunciato una serie di tagli alla spesa estremamente impopolari all’interno del bilancio per il 2027.
Il ministro dell’Interno, Laurent Nunez, ha dichiarato che, in alcune località, dei facinorosi si spostavano da una scuola all’altra per istigare alla violenza. “Un liceo incendiato, personale cosparso di benzina, un bilancio dei feriti che si aggrava”, ha intanto reso noto il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray, denunciando violenze “di estrema gravità” nei pressi degli istituti scolastici, che “vanno ben oltre la sola questione della scuola”. “Nessuna rivendicazione può giustificare tali atti”, ha scritto.
“Coloro che commettono queste violenze devono essere perseguiti e sanzionati”, ha aggiunto, invitando inoltre ciascuno a “valutare la responsabilità delle proprie parole e dei propri appelli alla mobilitazione”. Geffray ha annunciato di aver disposto che “le lezioni si svolgano a distanza qualora danneggiamenti o blocchi impediscano di accogliere gli studenti in piena sicurezza”. Tali decisioni saranno prese “caso per caso” dai dirigenti scolastici insieme alle autorità scolastiche, mentre i prefetti dovranno essere informati per coordinare la messa in sicurezza delle aree circostanti. “La violenza non priverà i nostri studenti del loro diritto fondamentale all’istruzione”, ha concluso.

