Home GiornaleEt voilà…come nuovo ricompare il Terzo Polo

Et voilà…come nuovo ricompare il Terzo Polo

Mozione unitaria di Azione, Italia Viva e +Europa: Iran, Ucraina e sicurezza europea sono letti come capitoli di una stessa questione geopolitica. Invece a sinistra riemerge l’ambiguità del M5S. Quanto tiene la linea della Schlein?

Sulla crisi iraniana il cosiddetto Terzo Polo ha ritrovato, almeno per un momento, una voce comune. Azione, Italia Viva e +Europa hanno presentato in Parlamento una mozione unitaria che raccoglie anche il consenso di Casini. Il dato politico non è secondario. In una stagione segnata da ambizioni e fragilità dell’area di centro, la convergenza su una precisa piattaforma di politica estera indica quale sia la strada giusta per rompere l’incantesimo del bipolarismo forzoso.

La mozione muove da una constatazione precisa: la Repubblica islamica iraniana rappresenta da anni un fattore di instabilità regionale, mentre al suo interno continuano a registrarsi gravi violazioni dei diritti fondamentali. La formula parlamentare degli “impegna il Governo” individua pertanto alcune linee di azione: promuovere iniziative multilaterali per la tutela dei diritti umani in Iran; sostenere le organizzazioni internazionali e gli osservatori impegnati nella difesa delle libertà fondamentali; coordinare le iniziative italiane con quelle dell’Unione europea e degli alleati occidentali.

Accanto alla questione iraniana, il documento inserisce anche un riferimento esplicito alla solidarietà con l’Ucraina, richiamata come elemento essenziale della difesa dell’ordine internazionale e del diritto dei popoli all’autodeterminazione. È un passaggio che riflette la lettura geopolitica proposta dai promotori della mozione: le crisi internazionali non sono episodi isolati, ma tasselli di un quadro più ampio di competizione tra modelli politici e sistemi di potere.

Proprio su questo punto riemerge la frattura nel campo progressista. Il Pd resta fermo nella linea di piena solidarietà a Kiev, mentre il Movimento 5 Stelle non ha accettato di includere tale riferimento nella proposta di testo comune. In sostanza, la Schlein continua a registrare le ambiguità del suo principale interlocutore. Su quali basi solide poggia dunque l’alleanza progressista se in politica estera la distanza è siderale?

Insomma, mentre a sinistra si pattina sul ghiaccio, dividendosi su questioni decisive, il Terzo Polo riesce a presentarsi unito. Non è una resurrezione politica, ma un segnale. E in tempi di incertezza strategica, anche la capacità di parlare con una sola voce può tornare a pesare.

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