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Fifa: cartellino rosso per chi lascia il campo o si copre la bocca

Roma, 29 apr. (askanews) – L’International Football Association Board, su approvazione della Fifa, introduce una stretta disciplinare destinata a cambiare il comportamento in campo dei calciatori. A partire dalla prossima Coppa del Mondo, in programma dall’11 giugno al 19 luglio 2026 tra Messico, Canada e Stati Uniti, sarà previsto il cartellino rosso per chi abbandona il terreno di gioco in segno di protesta contro una decisione arbitrale o per chi si copre la bocca durante le comunicazioni con avversari o ufficiali di gara.

La decisione nasce dalla necessità di rispondere a episodi ritenuti gravi e sempre più frequenti nelle competizioni internazionali, che hanno sollevato un dibattito sulla disciplina e sul rispetto delle regole del gioco. Secondo quanto stabilito nella riunione straordinaria dell’Ifab, la misura punta a rafforzare la trasparenza dei comportamenti e a ridurre situazioni di tensione che possono compromettere il regolare svolgimento delle partite.

Tra i casi che hanno accelerato l’adozione della nuova norma figura quanto accaduto nella finale dell’ultima Coppa d’Africa, disputata a Rabat il 18 gennaio, quando il Senegal ha lasciato il campo in segno di protesta dopo un rigore assegnato al Marocco, Paese ospitante. Un gesto che ha generato polemiche e acceso il confronto tra federazioni e organi disciplinari sul tema delle proteste collettive durante le gare ufficiali.

Un altro episodio che ha contribuito alla stretta regolamentare si è verificato in Champions League, durante la sfida tra Benfica e Real Madrid. In quella occasione Gianluca Prestianni si è coperto la bocca mentre si avvicinava a Vinicius Junior, gesto interpretato come offensivo e successivamente sanzionato con una lunga squalifica. L’episodio ha riaperto il dibattito sui comportamenti ritenuti antisportivi e sulla necessità di criteri più severi per prevenirli.

La nuova norma della Fifa stabilisce quindi una linea più rigida: il semplice gesto di abbandonare il campo in segno di dissenso o l’utilizzo di modalità ritenute opache nelle comunicazioni tra giocatori potrà essere punito direttamente con l’espulsione. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire maggiore rispetto dell’autorità arbitrale e uniformità nell’applicazione delle regole, riducendo al minimo le interpretazioni soggettive.

La misura entrerà ufficialmente in vigore proprio in occasione del Mondiale 2026, diventando uno dei cambiamenti regolamentari più significativi degli ultimi anni. L’Ifab e la Fifa sottolineano come l’intento non sia solo punitivo, ma anche educativo, per rafforzare il principio di trasparenza e correttezza all’interno del gioco.

La decisione, destinata a far discutere, apre comunque una nuova fase nella gestione disciplinare del calcio internazionale, in un momento in cui il confine tra protesta, comportamento antisportivo e tutela dell’immagine dello sport appare sempre più centrale nel dibattito globale.