HomeAskanewsFisco, l’Istat: nel 2025 la pressione fiscale sale al 42,9%

Fisco, l’Istat: nel 2025 la pressione fiscale sale al 42,9%

Roma, 22 set. (askanews) – La pressione fiscale, nel 2025, si è portata a 42,9% del Pil, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024. Lo ha reso noto l’Istat.

Nel 2025 le entrate totali delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate del 4,9% rispetto all’anno precedente. L’incidenza sul Pil è stata pari al 48%.

Le entrate correnti hanno registrato una crescita del 4,1%, attestandosi al 47,3% del Pil. In particolare, le imposte dirette sono aumentate dello 0,7%, a sintesi di un calo dell’Irpef e di una crescita dell’Ires e delle imposte sostitutive. In aumento anche le imposte indirette, in crescita del 2,3% imputabile ad aumenti significativi dell’Iva e delle imposte sul gas. Sono risultati in aumento rispetto al 2024 anche i contributi sociali (+10%), per effetto della cessazione degli esoneri sulla quota dei contributi a carico dei lavoratori dipendenti, la produzione vendibile e per uso proprio (+3,5%) e le altre entrate correnti (+7,3%).

L’aumento delle entrate in conto capitale (+104,7%) è stato generato principalmente dai contributi a fondo perduto dell’Unione europea relativi al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) a fronte degli investimenti realizzati.

La pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata in crescita e pari al 42,9% (era 42,2% nel 2024), a seguito di un aumento delle entrate fiscali e contributive (+4,1%), superiore rispetto a quello del Pil a prezzi correnti (+2,5%).

Nel 2025, le uscite totali delle Amministrazioni pubbliche sono salite del 4,1% rispetto al 2024 e in rapporto al Pil sono risultate pari al 51,1%. Al loro interno, le uscite correnti sono aumentate del 2,9%, principalmente per effetto delle prestazioni sociali in denaro (+3%), dei redditi da lavoro dipendente (+2,9%), della spesa per interessi (+2%, era +9,9% nel 2024) e delle altre uscite correnti (+2,3%). La crescita delle prestazioni sociali in denaro è dovuta all’incremento della spesa per pensioni e rendite e per le altre prestazioni sociali in denaro.

Le uscite in conto capitale sono stimate in aumento (+14,1%), a causa della sostenuta crescita dei contributi agli investimenti (+22,8%), degli investimenti (+10,9%) e delle altre uscite in conto capitale (+12,4%).