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lunedì, 19 Gennaio, 2026
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Fmi: tensioni sui dazi possono divampare e frenare la crescita

Roma, 19 gen. (askanews) – “Le tensioni commerciali possono infiammarsi, prolungando l’incertezza e pesando maggiormente sull’attività economica”. È il monito lanciato dal Fondo monetario internazionale nell’editoriale di un aggiornamento di interim dell’Economic Outlook.

Quello delle tensioni su dazi e commercio, in realtà, non è il primo elemento di rischio citato nello studio, ma ovviamente è balzato in primo piano a seguito degli sviluppi in Groenlandia che hanno riacceso le tensioni Usa-Ue.

Il primo elemento di rischio menzionato dal Fmi è invece quello di una “riconsiderazione delle aspettative di crescita della produttività sull’intelligenza artificiale che potrebbe portare a un calo degli investimenti e innescare una brusca correzione dei mercati che – avverte il Fmi – partendo da le imprese legate all’IA finirebbe per coinvolgere altri segmenti e eroderebbe ricchezza delle famiglie”.

Seguono le già citate tensioni sul commercio e poi “le tensioni interne o geopolitiche che potrebbero creare nuovi elementi di incertezza e danneggiare l’economia globale, tramite il loro impatto sui mercati finanziari, sulle catene di approvvigionamento e sui prezzi delle materie prime. Inoltre gli ampi deficit e maggiori indebitamenti pubblici – prosegue lo studio – potrebbero creare pressioni sui tassi di interesse di lungo termine e di conseguenza sulle condizioni finanziarie generali”.

All’opposto gli elementi che potrebbero portare a miglioramenti della situazione sono ulteriori investimenti, anche correlati all’intelligenza artificiale, che si trasformino eventualmente in crescita sostenibile. Questo potrebbe tradursi in guadagni di produttività e dinamismo delle imprese. L’attività potrebbe anche essere sostenuta da una allentamento delle tensioni commerciali e anche le politiche possono contribuire alla stabilità, conclude il Fmi puntando a ricreare margini di bilancio e a preservare la stabilità dei prezzi e finanziaria, per ridurre l’incertezza, e attuando riforme strutturali senza ritardi. (fonte immagine: European Union).