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FnV, show di Vannacci a teatro a Montecatini: "Altro che flop". E attacca giornalisti

Montecatini (Pt), 15 mar. (askanews) – Le migrazioni “non sono un fatto naturale” ma la “remigrazione lo è” perché “tutti hanno un paese di origine” e ai migranti che invocano il ricongiungimento familiare, siccome la “Costituzione italiana promuove la famiglia”, “paghiamo il biglietto aereo per il ritorno” al paese d’origine. E’ il concetto chiave attorno al quale ruotano le due ore di spettacolo “Il mondo al contrario – atto secondo.Remigrazione” che il generale Roberto Vannacci mette in scena, “attore per la prima volta”, al teatro Verdi di Montecatini.

Video, speech, canzoni, grafici – “ma di facile comprensione”, chiosa – e foto che scatenano la platea delle oltre 1.500 persone presenti. Soprattutto quando sul maxi schermo compare la foto dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini: gli spettatori scalpitano, qualcuno urla e qualcuno insulta. Stessa scena quando vengono passate le immagini di Matteo Renzi ed Emma Bonino e quando si proiettano foto di immigrati fermati dalle forze dell’ordine. “Io passerei con il lanciafiamme”, dice una signora di mezza età seduta nelle prime file.

Vannacci non commenta gli insulti ai politici e prosegue lo spettacolo attaccando quelli che raccontano “la balla che gli immigrati ci pagheranno le pensioni” mentre sono qui “a prendere i nostri servizi” e “se diciamo l’Africa agli africani va bene, ma se diciamo l’Italia agli italiani ci dicono che siamo razzisti e non è vero”. L’applauso per il generale e’ pieno e caloroso da parte del suo popolo – piuttosto eterogeneo a un primo sguardo, gente con il cappellino Maga e gente con il cappellino da parà – gente che, precisa lui, “viene da tutta Italia, si sono pagati non solo il biglietto, ma anche il viaggio, il vitto e l’alloggio per essere qui”.

“Una rivalsa” per il leader di Futuro nazionale che coglie l’occasione, a spettacolo finito, per ringraziare il suo pubblico e i militanti del partito e attaccare la stampa in generale – “non scrivono di noi, fa paura quello che rappresentiamo” – e un giornalista in particolare, “il giornalista di un quotidiano, Il Foglio, che quando ti dà la mano è sudaticcia come un radicchio, ha i capelli unti e quindici giorni fa aveva parlato di mezzo flop” perché “c’erano solo 700 biglietti venduti”: “No, non è un flop, i biglietti venduti sono il doppio”, ribadisce. E annuncia le date dell’assemblea costituente di Futuro nazionale: il 13 e 14 giugno a Roma. Altra notizia, l’andamento del tesseramento: “Ad oggi 12mila iscritti”.

Nessuna destra estrema, conclude, “siamo una destra orgogliosa” e “i nostri valori – dice rispondendo a una giornalista che gli chiede del suo appoggio al governo – non sono negoziabili, e’ una linea rossa” che non si supera.