Roma, 2 feb. (askanews) – Dopo degli eventi di natura calamitosa che hanno gravemente colpito le regioni Sicilia, Calabria e Sardegna nel gennaio 2026, su impulso del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, la Farnesina sta coordinando un pacchetto di misure a sostegno delle aziende esportatrici o appartenenti alla filiera export, volte a compensare i danni subiti e favorire una pronta ripresa dell’attività verso l’estero. Tali misure potranno essere valorizzate in occasione della visita del VP/Ministro degli Esteri nelle regioni Sicilia, Calabria e Sardegna, prevista per lunedì 2 febbraio 2026.
Misure Ice. Le misure che Ice potrebbe mettere in campo, condizionate all’approvazione da parte del Consiglio d’Amministrazione dell’Agenzia, sarebbero valide per un anno e sarebbero rivolte a imprese di tutti i settori con sedi operative/produttive nelle aree alluvionate e prevedrebbero: Partecipazione gratuita a fiere, mostre e manifestazioni Ice in Italia e all’estero (un modulo espositivo per azienda); Accesso gratuito ad attività promozionali come workshop e incoming (una postazione per iniziativa); Promozione gratuita su piattaforme di e-commerce internazionali e azioni pubblicitarie speciali sui marketplace esteri gestiti da Ice; Gratuità dei servizi Ice, con alcune esclusioni (es. consulenza avanzata, business tour, servizi formativi specifici).
Sarebbero inoltre previste, d’intesa con le Regioni, iniziative di internazionalizzazione dedicate (incoming operatori esteri, missioni imprenditoriali, workshop, formazione online), con un budget massimo di 1,5 milioni di euro per ciascuna Regione.
Le aziende che volessero avvalersi di tali misure di sostegno dovrebbero presentare autocertificazione attestante operatività nell’area colpita, attività al momento dell’evento, danni subiti e consapevolezza delle responsabilità penali in caso di dichiarazioni false.
Il tetto di spesa complessivo sarebbe di 15 milioni di euro per le tre Regioni.
Eventuali quote già versate dalle imprese sarebbero rimborsate. Per rendere operativa tale misura, è necessaria l’approvazione da parte del Consiglio d’Amministrazione dell’Agenzia.
Misure Simest – finanza agevolata e ristori D’intesa con Simest, il Maeci sta predisponendo specifici strumenti di finanza agevolata e contributi a fondo perduto. In particolare: 1. Ristori Contributi a fondo perduto, il cui ammontare è in via di definizione, per l’erogazione di ristori alle imprese esportatrici delle aree colpite, volti a indennizzare le perdite subite, sia materiali (ad esempio danni diretti a immobili, attrezzature, macchinari, scorte), che di reddito, dovute alla sospensione totale o parziale delle attività. In linea con i precedenti ristori (predisposti a seguito delle alluvioni in Emilia Romagna e Toscana nel 2023), la misura potrà essere aperta a tutte le imprese esportatrici (con eccezione di quelle operanti nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca) – con un fatturato estero minimo del 3% – e a tutte le imprese con un fatturato realizzato per almeno il 10% del totale verso una o più imprese esportatrici.
Per rendere operativa tale misura, è necessaria l’adozione di una norma primaria.
2. Condizioni agevolate Fondo 394 Alle imprese colpite dagli eventi climatici potranno essere riservate condizioni particolarmente agevolate per l’accesso allo strumento “Transizione digitale ed ecologica”, a valere sulle risorse del Fondo 394.
In particolare, sarà possibile destinare il 90% del finanziamento a spese per il rafforzamento patrimoniale, oltre al 10% di quota a fondo perduto.
Per rendere operativa tale misura, è sufficiente una delibera del Comitato Agevolazioni.
3. Esenzione da garanzie e sospensione pagamenti Le imprese potranno avere la possibilità di chiedere l’esenzione dalla prestazione di garanzie sulle domande di finanziamento agevolato, entro termini temporali in via di definizione.
Contemporaneamente, SIMEST attiverà la possibilità di chiedere la sospensione, anche in questo caso entro termini in via di definizione, dei pagamenti in quota capitale e interessi sui finanziamenti in essere a valere sul Fondo 394.
Per l’esenzione dalle garanzie è necessaria una norma primaria, mentre per la sospensione dei pagamenti è sufficiente una delibera del Comitato Agevolazioni. Per la frana di Niscemi, Sace sta predisponendo misure emergenziali, con una durata temporale fino al 30 giugno 2026: 1. Posticipo del pagamento dei premi per le polizze di Credito Fornitore.
2. Proroghe gratuite dei termini delle coperture assicurative (di sei mesi) verso clienti esteri.
3. Favorire la concessione di moratorie (fino a 12 mesi) sui finanziamenti assistiti da Garanzia SACE in favore delle aziende con sede legale su territorio colpito dagli eventi alluvionali.
Contestualmente, SACE fornirà assistenza alle aziende con un call center dedicato.
Una volta ottenuta l’autorizzazione da parte del MEF (già richiesta da Sace), la misura potrà essere operativa.
Misure Cdp CDP potrà attivare misure di ristoro sotto forma di credito d’imposta, di importo pari al danno subito (previa certificazione dello stesso da parte del Mef). Tale credito costituisce un diritto certo verso lo Stato ed è utilizzabile in compensazione fiscale nel tempo oppure cedibile. In questo secondo caso, il beneficiario può cedere il credito d’imposta a una banca, che lo utilizza come base per erogare un finanziamento, anticipando liquidità immediata al soggetto colpito. La banca eroga un finanziamento di medio-lungo periodo (anche con durate fino a 20-25 anni) e il rimborso del capitale e degli interessi è sostenuto, in via sostanziale, dal valore del credito d’imposta riconosciuto, che la banca recupera nel tempo tramite compensazione fiscale.
In questo quadro, Cdp stipula una convenzione con Abi per attivare uno specifico plafond dedicato e mette a disposizione provvista alle banche aderenti, che operano sul territorio. Le singole banche sottoscrivono con CDP una convenzione/contratto quadro, che consente loro di accedere alla liquidità CDP nell’ambito del plafond e di finanziare i beneficiari finali.
Per lo Stato, il meccanismo consente di spalmare nel tempo l’onere dell’intervento pubblico, che si manifesta come minori entrate fiscali distribuite su più anni, evitando un esborso immediato di cassa e attivando al contempo la leva del sistema bancario e di Cdp.
Per rendere operativa tale misura, è necessaria l’adozione di una norma primaria, definita dal MEF, che individui i soggetti beneficari (imprese e/o cittadini), le tipologie di danno ammissibili, l’ammontare del ristoro riconoscibile, le modalità di utilizzo e cessione del credito d’imposta.
