Roma, 4 set. (askanews) – Uno stretto collaboratore di Nigel Farage propone di aggirare la legge per ottenere una donazione dall’estero: il partito britannico anti-immigrazione Reform Uk, riunito a Birmingham per il congresso annuale, è nella bufera dopo la diffusione di un servizio televisivo compromettente. La trasmissione del reportage, andato in onda ieri sera sul canale Channel 4, ha portato questa mattina alle dimissioni di due esponenti del partito e all’avvio di un’indagine interna, ha dichiarato un portavoce di Reform UK.
Nel reportage, realizzato con una telecamera nascosta, si vede un collaboratore stretto di Farage, Dan Jukes, suggerire un modo per aggirare la legge elettorale al fine di ottenere per il partito una donazione di 500mila sterline da parte di un cittadino statunitense. Per poter effettuare donazioni a un partito britannico è necessario essere registrati come elettori nel Regno Unito. I due esponenti dimissionari, Dan Jukes e James Orr, sono inoltre accusati di aver violato le norme elettorali facendo finanziare un sondaggio da una società straniera.
Farage, che appare nel reportage, ha dichiarato questa mattina che il partito non ha “violato alcuna legge” e che non ha ricevuto “denaro di provenienza sospetta”. Nel pomeriggio di oggi ha tenuto un discorso al congresso del partito a Birmingham, nell’Inghilterra centrale, momento culminante di questa riunione, alla quale oggi ha partecipato e ha preso la parola anche il presidente del Rassemblement National (RN), Jordan Bardella.Farage, 62 anni, punta con questo congresso a convincere i suoi sostenitori di poter arrivare a Downing Street in occasione delle elezioni politiche previste per il 2029. Alcuni membri del partito hanno immediatamente liquidato lo scandalo come un nuovo tentativo da parte dei partiti tradizionali di ostacolare l’ascesa di Reform. “Hanno così tanta paura di Reform che attaccano, attaccano, attaccano continuamente”, ha dichiarato Heather Kynman, infermiera di 62 anni. Ma questa nuova vicenda arriva dopo un’estate difficile per il ‘paladino’ della Brexit, già accusato di aver accettato donazioni illecite.
Farage è oggetto di un’indagine parlamentare riguardante una donazione di cinque milioni di sterline (5,7 milioni di euro), ricevuta da un miliardario che ha fatto fortuna con le criptovalute poco prima della sua elezione a deputato nel 2024. Anche il finanziamento di Reform UK è oggetto di un’indagine della polizia. Per tutta l’estate Farage ha sostenuto di essere vittima di un attacco da parte del “sistema”. A luglio ha rimesso in gioco il proprio seggio nella circoscrizione di Clacton, nel sud-est dell’Inghilterra. È stato rieletto con ampio margine, ma al termine di una consultazione boicottata da tutti i partiti, nella quale il suo principale avversario era un candidato eccentrico, Count Binface.
Per un anno e mezzo, Reform UK aveva tuttavia dominato i sondaggi. Il partito ha conquistato numerosi seggi a maggio nelle elezioni locali, che hanno accelerato la caduta del primo ministro laburista Keir Starmer. Ma le rivelazioni sulla gigantesca donazione ricevuta dal miliardario Christopher Harborne e l’apertura di un’indagine parlamentare – riavviata dopo la rielezione di Nigel Farage a Clacton – hanno frenato questa dinamica. A Birmingham, il partito ha voluto porre l’accento sulla propria capacità di governare e, in particolare, sulla volontà di fermare le traversate dei migranti dalla Francia.
Ieri, la prima giornata della conferenza ha permesso ai dirigenti del partito, che punta a rafforzare i propri legami con il mondo economico, di incontrare rappresentanti di grandi aziende come Vodafone, TikTok e Google. Le difficoltà di Farage hanno favorito il laburista Andy Burnham, che ha sostituito Keir Starmer a Downing Street il 20 luglio. Il Labour è tornato in testa ai sondaggi, con il 26 per cento delle intenzioni di voto contro il 22 per cento di Reform, secondo l’ultimo sondaggio dell’istituto More In Common. Più di due terzi dei britannici ritengono che Nigel Farage non sia pronto a diventare primo ministro, secondo un recente studio di Ipsos.

