Roma, 8 mag. (askanews) – In attesa dei risultati delle elezioni regionali in Galles e Scozia, il cui scrutinio non è ancora iniziato, i primi risultati delle comunali in Inghilterra confermano i pronostici della vigilia che vaticinavano un pessimo risultato per il Labour – e, seppure in misura minore, per i Conservatori.
Sui 136 comuni che rinnovano i propri rappresentanti, quaranta hanno comunicato i risultati definitivi: i laburisti ne controllano dieci, otto in meno rispetto alle elezioni passate; i Tories, che non migliorano, quattro; i Liberaldemocratici ne guadagnano uno passando a cinque, mentre Reform conquista il suo primo comune; e ben venti, la metà, non hanno una chiara maggioranza.
I vincitori al momento – in termini se non altro di numero di rappresentanti – sono gli ultra di Reform; anche i Verdi potrebbero aver tratto vantaggio, ma i “council” principali in cui erano in lizza non hanno ancora terminato le operazioni di scrutinio. Quel che appare certo, anche in vista delle prossime politiche, è che il sistema bipolare tradizionalmente dominante a Westminster sembra al momento in crisi. Crisi che investe anche e soprattutto il Labour, su due livelli: la strategia politica complessiva del partito e le capacità del premier Keir Starmer – due questioni non necessariamente legate in termini di cambiamento. L’opinione prevalente all’interno del partito sembra infatti che cambiare guida in corsa sia una cattiva idea, ma per avere un quadro più chiaro occorrerà attendere la fine dello scrutinio.
Ad essere decisivi saranno infatti i risultati in Galles e nei “council” londinesi, due bacini elettorali tradizionalmente favorevoli ai laburisti: una forte perdita potrebbe anche convincere il partito – e in particolare quello parlamentare, con non pochi deputati che vedrebbero crollare le proprie maggioranze nelle rispettive circoscrizioni – a cambiare leadership.
