Milano, 12 mar. (askanews) – Generali archivia l’esercizio 2025 con profitti record, conferma tutti i target del piano al 2027 e non abbandona l’obiettivo di dar vita insieme a un grande partner, a una piattaforma di Asset Management in grado di fronteggiare la competizione con i colossi Usa del settore. L’utile netto normalizzato dell’anno passato si è attestato a 4,3 miliardi (+14,5%), con l’utile per azione normalizzato a 2,85 euro (+16,2%), mentre il risultato operativo è stato “il migliore di sempre” a 8 miliardi (+9,7%), guidato “da tutti i segmenti di business”. Il cda proporrà all’assemblea degli azionisti – convocata per il 23 aprile prossimo in modalità da remoto tramite il sistema del Rappresentante designato – la distribuzione di un dividendo di 1,64 euro per azione (+14,7%). Ribadita anche l’intenzione di avviare nel corso del 2026 un programma di riacquisto di azioni proprie da 500 milioni di euro.
Gli obiettivi del piano strategico al 2027 sono tutti confermati. Il Leone e non intende rivederli né in senso peggiorativo, alla luce del conflitto in Iran, nè in termini migliorativi, alla luce dei risultati record raggiunti nel 2025. “Abbiamo obiettivi già molto ambiziosi. Possiamo confermare tutti gli obiettivi del piano perché questo primo anno ci mette sulla traiettoria giusta per raggiungerli. Sono tutti confermati e non saranno cambiati”, ha affermato oggi il Group Ceo Philippe Donnet, durante una conferenza stampa a Milano nel quartier generale del gruppo.
Quanto allo scenario di incertezza legato agli sviluppi della guerra in Iran, il Group Ceo Cristiano Borean, ha affermato:”Rispetto agli stress test interni che avevamo effettuato nel 2018, abbiamo dimezzato la nostra sensitivity a scenari avversi. Quindi non vediamo motivo alcuno di fare comunicazioni diverse rispetto ai nostri obiettivi. Anzi, restiamo confidenti di raggiungere i nostri obiettivi anche in questi momenti tempestosi”. “Abbiamo già vissuto la Brexit, il Covid, Russia-Ucraina, Israele-Gaza e adesso c’è un’altra guerra che può diventare anche importante, ma il nostro ruolo è navigare bene nella tempesta ein questi 10 anni abbiamo dimostrato che siamo in grado di farlo: per questo io sono fiducioso”, gli ha fatto eco Donnet.
Guardando al futuro, Generali non rinuncia ai propri propositi di accelerare lo sviluppo nell’asset management, dopo il naufragio dell’ipotesi di alleanza con i francesi di Natixis e sta parlando “con tutti quelli che ci possono aiutare a raggiungere i nostri obiettivi”, ha detto Donnet. “Vogliamo creare una piattaforma globale e far crescere le nostre masse gestite, che sono felice abbiano toccato per prima volta i 900 miliardi di euro. Guardiamo a tutte le opportunità che ci possono consentire di accelerare questo sviluppo sia in Italia che all’estero”, ha affermato il Group Ceo.”Il nostro framework strategico – ha aggiunto – non è cambiato. Quando guardiamo a possibili acquisizioni facciamo sempre attenzione alla remunerazione e al raffronto con lo share buyback. Questa è la nostra priorità”.
In tale contesto strategico, il top manager non esclude che Generali possa essere un candidato alla sostituzione di Axa quale partner di Mps nella bancassurance quando nel 2027 scadrà l’accordo che attualmente li lega. “Siamo disponibili a parlare con tutti coloro che ci possono aiutare a fare il nostro mestiere. Sappiamo che scade questo accordo di Axa con Mps e il nostro mestiere è anche la gestione del risparmio. Forse saremo un candidato per sostituire Axa e se possiamo rimpatriare il risparmio italiano in Italia saremmo felici di farlo”. Ma fare la partnership, ha aggiunto, “non è una decisione nostra”. L’apertura sull’Asset Management c’è anche nei confronti di uniCredit: “Noi – ha spiegato Donnet – abbiamo già un accordo di bancassicurazione con UniCredit in Europa Centrale e in Europa dell’Est. E’ una cosa che facciamo bene. Se c’è la possibilità di ampliare questa collaborazione con UniCredit la nostra disponibilità c’è”.
A livello di operazioni cross-border, ha rilevato il Ceo di Generali, le complessità aumentano. Avere colossi del risparmio gestito europei, secondo Donnet, sarebbe strategico per l’Italia e l’Unione europea, ma il processo di aggregazione è ostacolato da un problema “politico” legato ai nazionalismi. “E’ importante creare a livello europeo delle grandi società di Asset Management che possano competere con gli Usa. Questo è strategico per l’Italia ma anche per l’Europa. Noi vorremmo dare questo contributo all’Europa e creare una grande piattaforma di AM italiana ed europea e con 900 miliardi di masse già qualcosa lo facciamo”. Tuttavia, la realtà del business è che oggi “in Ue è molto difficile fare collaborazioni cross-borderd, perché siamo di fronte alle posizioni nazionalistiche dei paesi e questo è un problema politico. I membri dell’Ue – ha sottolineato – devono fare una scelta chiara: vogliamo o non vogliamo fare l’Europa. Oggi manca un quadro politico comune per favorire la creazione dei fondi pensione europei e di un Asset Management che possa gestirli. Purtroppo, oggi facciamo l’interesse di operatori dell’Asset Management che non sono europei”.
Tornando ai risultati, nel 2025 Generali ha visto premi lordi in aumento a 98,1 miliardi di euro (+3,6%), grazie alla crescita significativa del segmento Danni: +7,6% a 36,2 miliardi, mentre quelli del Vita si sono attestati a 61,9 miliardi (+1,4%). Il Combined Ratio è migliorato a 92,6% (-1,4 p.p.). Il Solvency ratio si è attestato a fine 2025 al 219% (dal 210% di fine 2024). Al 10 marzo 2026 risultava pari al 214%, con un peggioramento di cinque punti dei quali tre legati a un fattore “puramente tecnico” che è previsto rientrare prossimamente e gli altri due alla sensitivity di mercato, come ha spiegato il Group Cfo Cristiano Borean.
Sui rapporti con il Gruppo Mps in qualità di azionista dopo che Mediobanca è finita nell’orbita di Siena, infine, Donnet ha tagliato corto: “A me risulta che il nostro primo azionista è Mediobanca. Ci sono stati cambiamenti nell’azionariato di Mediobanca e questo riguarda Mediobanca. Il nostro primo azionista è Mediobanca. Noi abbiamo rapporti positivi e istituzionali con tutti i nostri azionisti”.
