HomeAskanewsGIMBE: il Fondo sanità crolla al 5,87% del Pil, scenario preoccupante

GIMBE: il Fondo sanità crolla al 5,87% del Pil, scenario preoccupante

Roma, 2 nov. (askanews) – “Con la quinta legge di bilancio, il Governo Meloni conferma una tendenza: il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale cresce meno della ricchezza del Paese. Il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) raggiungerà Ç 146,3 miliardi nel 2027, Ç 147,1 miliardi nel 2028 e Ç 148,2 miliardi nel 2029, ma il rapporto FSN/PIL previsto per il 2027 resta inferiore a quello del 2022 e scenderà sotto il 6% dal 2028”. Lo sostiene la Fondazione GIMBE che, in vista della discussione parlamentare sul DdL Bilancio 2027, ha condotto un’analisi indipendente delle risorse assegnate alla sanità, basata sul testo bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato.

“La Manovra 2027 – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione – conferma che il Governo si avvia a chiudere la legislatura senza aver assicurato al SSN un rafforzamento strutturale. Dopo il netto incremento del 2026, infatti, la crescita del FSN torna a rallentare. La Legge di Bilancio prevede un aumento del FSN di soli Ç 7,1 miliardi nel triennio 2027-2029, a fronte degli oltre Ç 18 miliardi richiesti dalle Regioni. L’incidenza del FSN sul PIL scende al 6,11% nel 2027, per poi attestarsi sotto il 6% nel 2028-2029. Le Regioni devono così garantire i servizi con margini finanziari sempre più ristretti, scaricando sui cittadini una quota crescente del costo delle cure. Uno scenario ancora più preoccupante per un SSN sempre meno attrattivo per i professionisti sanitari, segnato da profonde diseguaglianze: nel 2025 i cittadini hanno speso di tasca propria oltre Ç 42,4 miliardi per curarsi e 5,6 milioni di persone hanno rinunciato a visite ed esami”.

Per il GIMBE “dopo quattro anni, e ormai alla fine della legislatura, il rilancio del SSN non è mai diventato una vera priorità politica. Gli stanziamenti previsti per il triennio 2027-2029 confermano che il Governo non intende colmare il crescente divario tra i finanziamenti disponibili e quelli necessari per garantire le cure ai cittadini. Negli anni successivi la crescita del FSN si riduce a Ç 859 milioni (+0,59%) nel 2028 e Ç 1,1 miliardi (+0,75%) nel 2029. Parallelamente, si riduce il peso del finanziamento pubblico rispetto alla ricchezza prodotta dal Paese: il rapporto FSN/PIL passa dal 6,14% del 2026 al 6,11% nel 2027, per poi scendere sotto il 6%: 5,98% nel 2028 e 5,87% nel 2029”. In sintesi, spiega Cartabellotta, “il FSN continua ad aumentare, raggiungendo nel 2027 il ‘valore più alto di sempre’. Ma dietro gli annunci di questo ‘nuovo record’ si nasconde una realtà ben diversa: la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità torna a diminuire, fino a toccare nel 2029 il valore più basso di sempre”.

La Manovra dunque, sostiene ancora GIMBE, “disattende sia le richieste del Ministro Schillaci, che aveva indicato la necessità di Ç 5,5 miliardi aggiuntivi, sia quelle delle Regioni, che nella loro articolata proposta avevano chiesto Ç 6,8 miliardi per il 2027, Ç 5,5 miliardi nel 2028 e Ç 5,7 miliardi a partire dal 2029. Una scelta distante anche dal richiamo del Presidente Mattarella, che ha definito il SSN ‘un campo di assoluta priorità’, da preservare e sviluppare come strumento fondamentale per garantire il diritto costituzionale alla salute”.