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Gioco pubblico, Cardia: Misure ponte vitali

Roma, 8 ott. – Le restrizioni sul gioco hanno ridotto gli apparecchi sul territorio, ma non hanno ridotto la domanda. È il paradosso indicato da Geronimo Cardia, presidente di ACADI-Confcommercio, al Forum ACADI 2026 di Roma sull'”Impatto sociale delle regole”. Tra il 2018 e il 2025, infatti, la raccolta complessiva è salita da 106,8 a 165,4 miliardi di euro, mentre quella degli apparecchi è scesa da 48,7 a 31,5 miliardi. Nello stesso periodo il settore ha perso il presidio di 662 Comuni e circa 9.500 addetti.

“La domanda non sparisce: migra da un prodotto all’altro, da un canale all’altro, quando non finisce nell’illegalità”, afferma Cardia. È su questa distanza tra obiettivi ed effetti che ACADI chiede di misurare le regole. Distanze dai luoghi sensibili e limiti orari hanno ristretto l’offerta autorizzata in parte del territorio senza impedire alla domanda complessiva di crescere, con conseguenze anche su legalità, gettito e occupazione. Con i termini della delega per il riordino del gioco fisico scaduti, Cardia chiede quindi interventi immediati. “Oggi che sono spirati i termini per il riordino, le misure ponte sono vitali”. Tra le proposte ci sono il riequilibrio del PREU, il Prelievo erariale unico, e del payout, la quota delle giocate restituita in vincite, la sperimentazione delle AWP e VLT di nuova generazione e proroghe che non diventino un costo ulteriore per gli operatori. “Le imprese del gioco legale non chiedono meno regole, ma regole migliori”, afferma Lino Enrico Stoppani, vicepresidente vicario di Confcommercio, indicando nella tutela delle persone, nel contrasto all’illegalità e nella sostenibilità delle imprese gli obiettivi da tenere insieme.

Mario Lollobrigida, direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ricorda che il testo per il riordino predisposto con il Ministero dell’Economia e la Ragioneria generale dello Stato e arrivato a Palazzo Chigi era equilibrato e dovrebbe essere ripreso nella prossima legislatura. La frammentazione delle regole territoriali resta uno degli ostacoli alle gare: chi concorre per una concessione deve sapere dove e a quali condizioni potrà esercitarla. Per predisporre ed espletare una gara occorre circa un anno, da qui la necessità delle proroghe. La riduzione degli apparecchi, aggiunge Lollobrigida, non ha diminuito il gioco complessivo, ma ne ha spostato una parte verso l’online. Renato Loiero, consigliere del presidente del Consiglio per le politiche di bilancio, richiama invece il rapporto tra Stato e territori. Le esigenze statali ed erariali talvolta non convergono con le esigenze dei territori e questa è una criticità irrisolta . La scadenza della delega non chiude tuttavia il dossier: Nulla esclude che si possa ancora intervenire o nei decreti correttivi della delega fiscale o in un’altra sede . Loiero considera inoltre probabile un intervento sulle proroghe nella prossima legge di Bilancio. Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè invita ad aggiustare le storture della regolamentazione, superare le disomogeneità territoriali e garantire stabilità fiscale, indicando la primavera 2027 come obiettivo per una nuova definizione delle regole.

Al Forum hanno partecipato anche SAPAR, STS-FIT, EGP-FIPE e LOGiCO. Il tavolo politico-istituzionale è stato moderato dal direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone. Per Cardia il punto resta quello indicato dai numeri: se la domanda continua a crescere mentre gli apparecchi autorizzati arretrano, occorre intervenire sugli effetti delle regole e impedire che l’attesa del riordino indebolisca ulteriormente la rete fisica.