Roma, 23 apr. (askanews) – “Di fronte a uno shock di tale portata, il Governo continuerà a sostenere i redditi disponibili delle famiglie e la liquidità delle imprese: sarebbe irresponsabile non farlo, perché il costo che ne deriverebbe in termini di danni persistenti all’economia e al tessuto sociale sarebbe inaccettabile. Al momento, come testimoniato dai provvedimenti adottati a partire dall’inizio dell’anno, gli interventi sono stati effettuati attraverso una riallocazione di altre componenti del bilancio, cosicché sono risultati neutrali dal punto di vista della finanza pubblica”. Lo afferma il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti nella premsessa del Documento di finanza pubblica pubblicato oggi.
E all’indomani dei dati certificati da Eurostat, che confermando il deficit-Pil dell’Italia al 3,1% nel 2025, facendo tramontare l’ipotesi di un a imminente uscita dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, che avrebbe richiesto un valore inferiore al 3%, Giorgetti afferma che la soglia verrà centrata quest’anno.
“Il quadro previsivo conferma che il rapporto deficit/PIL sarà ricondotto al di sotto della soglia del 3 per cento entro quest’anno, e che anche negli anni seguenti si manterrà su un profilo discendente. Se tale andamento si confermerà nel corso di quest’anno – dice – ciò consentirà all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi nel 2027, in linea con la raccomandazione del Consiglio”.
La situazione è comunque complessa e “se il quadro economico dovesse peggiorare sensibilmente, non si potrà escludere la possibilità che gli interventi addizionali finiscano per gravare sulla finanza pubblica. Sosterremmo, in tal caso, proposte che consentissero di dare efficaci risposte da parte della Commissione europea a tale grave congiuntura economica”, avverte Giorgetti.
“D’altro canto, i margini di bilancio risultano particolarmente assottigliati in ragione sia del lieve deterioramento dei principali indicatori di finanza pubblica, sia della necessità di intervenire, in maniera ancora più decisa, per contrastare con interventi mirati gli effetti del rincaro delle materie prime energetiche. Di conseguenza – avverte – sarà necessario ridefinire le priorità e riprogrammare gli aumenti previsti in altri ambiti, ivi inclusa la difesa”.
