Roma, 10 feb. (askanews) – “Abbandonati, uccisi, dimenticati. Colpiti non per ciò che avevano fatto ma per ciò che erano: italiani. Nel giorno del ricordo, pensiamo ad una delle pagine più gravi, oscure e vergognose della nostra storia nazionale, prima per la violenza subita e poi per l’abbandono istituzionale che ne è seguito”. Lo scrive sui social Roberto Vannacci.
“Migliaia di connazionali – aggiunge – furono orrendamente assassinati dalla furia omicida dei comunisti partigiani titini che operavano spesso con l’appoggio e la collaborazione di alcune frange della Resistenza italiana. Centinaia di migliaia furono costretti a lasciare la propria terra, i propri averi e le proprie case mentre lo Stato italiano non seppe o non volle difenderli, né allora né negli anni successivi, quando su quella tragedia calò deliberatamente e vergognosamente il silenzio. Ricordare le foibe significa affermare che la vita degli italiani non è negoziabile, che la Patria ha il dovere di proteggere i suoi figli e di onorarne la memoria senza distinguere tra vittime utili e vittime scomode, perchè un paese che dimentica i propri martiri perde forza, dignità, identità e sovranità”.
“Il 10 febbraio serve a ribadire una verità semplice: la storia non si riscrive, non si censura, non si dimentica perchè senza memoria nazionale non esiste una Nazione”, conclude.
