Roma, 2 nov. (askanews) – Gli Stati Uniti starebbero premendo per ripristinare le vendite di gas russo all’Europa attraverso l’Ucraina, secondo quanto riferisce il giornale americano Wall Street Journal l’idea sarebbe quella di sbloccare una tregua energetica tra Mosca e Kiev, idea che però starebbe incontrando resistenza nelle capitali europee.
Secondo funzionari statunitensi, europei e ucraini, gli Stati Uniti starebbero sostenendo una rapida ripresa delle vendite di gas naturale russo all’Europa attraverso i gasdotti che attraversano l’ Ucraina nell’ambito dei negoziati volti a garantire un cessate il fuoco energetico prima del prossimo inverno.
L’idea, proposta dagli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff durante i loro viaggi a Mosca e Kiev a settembre, prevederebbe la vendita di gas russo tramite un intermediario statunitense per aggirare le sanzioni europee e potrebbe creare un’opportunità redditizia per gli investitori americani, secondo quanto riferito da persone che hanno partecipato alle discussioni.
Secondo i negoziatori statunitensi, un ritorno della Russia sul mercato europeo del gas naturale rappresenterebbe un forte incentivo per il presidente Vladimir Putin ad accettare. L’utilizzo della rete di gasdotti di epoca sovietica che collega i giacimenti di gas di Urengoi in Siberia all’Europa attraverso l’Ucraina fornirebbe inoltre a Kiev le entrate, di cui ha disperatamente bisogno, derivanti dai pedaggi di transito.
Funzionari della Casa Bianca hanno proposto che la Russia depositi i proventi derivanti da queste vendite di gas all’Europa in un conto fiduciario presso una giurisdizione terza, in modo che il Cremlino non utilizzi il denaro per finanziare la sua guerra, ha affermato un alto funzionario statunitense al Wsj. Tuttavia, l’Europa non appare concorde. Un alto funzionario nordico ha affermato al Wall Street Journal che l’idea di riprendere gli acquisti di gas dalla Russia va contro tutto ciò in cui credono gli europei, mentre un alto funzionario di una grande nazione europea l’ha paragonata al sacrificio della Cecoslovacchia da parte dell’ex leader britannico Neville Chamberlain in cambio di accordi commerciali.

