Milano, 27 ott. (askanews) – “Abbiamo semplicemente argomentato in diritto sul fatto che quelli a nostro avviso non sono reati. E’ assurdo: non c’è nessuna finalità di terrorismo”. Lo hanno assicurato gli avvocati Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar, difensori di Youssef Siher, incontrando i giornalisti riuniti fuori dal carcere milanese di San Vittore al termine dell’interrogatorio di convalida del fermo del ricercatore trentenne di origini marocchine fermato sabato 24 ottobre con le accuse di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.
Secondo i pm della procura di Milano, il 30enne sarebbe la mente e il presunto fondatore del “Movimento 17 ottobre”, sigla nata sui social dopo gli scontri e i saccheggi avvenuti nel centro di Milano nel fine settimana del 17 e 18 ottobre. “Noi oggi abbiamo contestato la sussistenza dei presupposti del fermo e della misura cautelare”, ha spiegato l’avvocato Abu Sharar in una dichiarazione andata in onda su RaiNews24. “Contestiamo il provvedimento di perchè siamo convinti che non ci sia pericolo di fuga – ha aggiunto il collega Ciccarone -. Inoltre non ci sono i gravi indizi di colpevolezza in grado di giustificare le esigenze cautelari”.
Siher, hanno evidenziato ancora i suoi difensori, non è pentito (“Pentito di cosa? Non ha fatto niente”) nè turbato: “E’ sicuro di aver esercitato le sue libertà e i suoi diritti costituzionalmente garantiti”.

