Roma, 15 set. (askanews) – Sale al 60,6% la quota di ricchezza netta detenuta dal 10% più ricco delle famiglie italiane, dal 52% del 2010. Ancora più marcata la concentrazione al vertice, con il 5% più ricco salito dal 39,9% al 50,2% in quindici anni. Lo rende noto la Fondazione Fiba di First Cisl nell’Osservatorio sulla ricchezza delle famiglie presentato oggi a Roma.
Secondo i dati Bce elaborati dalla Fondazione, al 31 dicembre 2025 il decimo decile (il più ricco) detiene 6.866,5 miliardi di euro su una ricchezza netta totale di 11.333,1 miliardi, pari al 60,6%; il nono decile ne ha 1.489,4 miliardi (13,1%), l’ottavo 960,3 miliardi (8,5%), il settimo 680,6 miliardi (6,0%), il sesto 514,5 miliardi (4,5%), mentre la metà meno abbiente delle famiglie possiede complessivamente 821,7 miliardi, pari al 7,3%.
Sbilanciata anche la distribuzione dei debiti, i cinque decili più poveri devono far fronte al 37,9% dell’indebitamento complessivo delle famiglie, e per il decile più povero il rapporto tra passività e ricchezza lorda è al 95,6%, comunque più contenuto rispetto alla maggioranza dei Paesi dell’area euro, dove per lo stesso decile la ricchezza risulta negativa.
La concentrazione è ancora più marcata nelle attività finanziarie legate agli investimenti. Il 10% più abbiente detiene il 93,3% delle azioni quotate, l’82,5% delle quote di fondi comuni, il 76,9% delle assicurazioni ramo vita e il 98,3% delle azioni non quotate e delle altre partecipazioni, oltre al 43,4% dei depositi e al 76,7% dei titoli di debito.

