Roma, 24 giu. (askanews) – L’eccezionale ondata di calore che investe la Francia ha aperto un dibattito politico inatteso sulla climatizzazione, a lungo guardata con sospetto nel quadro della sobrietà imposta dalla lotta al riscaldamento globale. Il fronte dei ventilatori cede a quello dell’aria condizionata. Con oltre metà del Paese in allerta rossa, e la giornata di ieri registrata come la più calda dal 1947, il primo ministro Sebastien Lecornu cha annunciato un rafforzamento della mobilitazione sanitaria con il piano Orsan e diversi leader politici si sono rassegnati ad accettare la climatizzazione come risposta all’afa estrema.
A sorprendere prima di tutti è la posizione della segretaria nazionale degli Ecologisti. Marine Tondelier ha dichiarato di voler superare un “tabù” sulla climatizzazione – pur precisando che non deve diventare “una soluzione a tutto”.
“La realtà è che bisogna dotare di aria condizionata i servizi come scuole e ospedali, ci sono luoghi dove ormai non se ne può più fare a meno”, ha affermato alcuni giorni fa durante una intervista televisiva. “Niente dogmatismo e niente anti-climatizzazione”, confermano dal suo entourage, sottolinea Le Figaro. Gli ecologisti evidenziano che si parla di “soluzione d’emergenza, perché i governi che si sono succeduti in tutti questi anni non hanno preso le misure necessarie per adattarsi al cambiamento climatico”.
Sul fronte opposto, il Rassemblement National ha fatto della climatizzazione una bandiera. “Se sarò eletta alle presidenziali, varerò un piano massiccio di climatizzazione”, ha ribadito Marine Le Pen, puntando in via prioritaria agli “spazi dove ci sono le persone più vulnerabili, ospedali, case di riposo, scuole. È una questione di salute pubblica”. Il partito di estrema destra si presenta come difensore del “buon senso” contro il “dogmatismo” degli avversari. “So bene che questo non piace agli ecologisti, che preferiscono installare mulini a vento”, ha ironizzato il portavoce RN Laurent Jacobelli, che rivendica il ricorso al nucleare per alimentare i condizionatori. La proposta è stata quantificata dal deputato Jean-Philippe Tanguy: tra i 30 e i 40 milioni di condizionatori necessari, per un piano da circa 20 miliardi di euro. ”
