Milano, 24 ott. (askanews) – Una segreteria politica e un coordinatore federale. Nominati dal segretario. Matteo Salvini prova a chiudere così la stagione di contrasti interni alla Lega. Offrendo a Luca Zaia di entrare nel nuovo organismo (lo dice dal palco il fedelissimo Claudio Durigon, “Matteo te lo cheiderà Luca, e dovrai metterci la faccia”). Una soluzione che aleggiava da tempo, anche se il diretto interessato per ora si schermisce: “Vedremo quello che accadrà, non ne so niente”, dice l’ex presidente del Veneto. Che però già indossa i panni del pacificatore: “Dal congresso si esca uniti, chi perde riconosca il segretario, chi vince rispetti le idee di tutti”.
La composizione della segreteria si saprà solo nei prossimi giorni: difficile immaginare che tra i 9 membri del nuovo organo statutario ci sarà spazio anche per il dissenso dei lombardi. Che oggi sono stati messi sul banco degli imputati, nella persona di Massimiliano Romeo, accusato da più oratori di aver espresso le sue posizioni nel modo sbagliato. Fino alle parole di Andrea Crippa: “Lo fate non per l’autonomia e il federalismo, ma per un posto in lista”. Un clima che fa dire allo stesso Romeo: “O non comprendono o sono in malafede. Abbiamo proposto idee per il bene della Lega, speriamo che il confronto porti a una nuova sintesi, che tenga conto delle sensibilità di tutti”. Anche perchè, aveva avvertito Romeo nel suo intervento dal palco, “il problema non è tra di noi, ma con la gente che non ci vota più. Rischiamo di fare la fine di Renzi, dal 40% al 2%”. Ma in ogni caso “io non ho mai pensato di lasciare la Lega, mai pensato a scissioni, mai pensato ad altri partiti. Anche se dovesse esserci una posizione minoritaria per me o ci dovessero essere dei provvedimenti nei miei confronti, io sono e resterò sempre leghista”.
In questo clima domani si andrà al voto tra Salvini e Garavaglia: la suspense è solo sulle percentuali della mozione ‘nordista’, visto che ormai l’esito ‘politico’ del congresso sembra definito, appunto con la nuova segreteria politica ‘allargata’ a Luca Zaia. Che avrà il compito di rappresentare la questione settentrionale, ma dentro la Lega nazionale che “nessuno mette in discussione”. E di provare a garantire “l’indentità” dei territori, “senza la quale non c’è consenso”. E magari una linea politica meno “inclinata sull’estrema destra”, come denuncia il lombardo Attilio Fontana. “Bossi ha sempre detto che non siamo nè di destra nè di sinistra”, ribadisce Zaia.
Intanto, le modifiche statutarie preparate da Roberto Calderoli vengono approvate senza voti contrari: la nuova Lega avrà appunto una segreteria politica allargata ma tutta a discrezione del segretario, e un coordinatore federale – sempre di nomina del segretario – che “vigilerà” sull’applicazione della linea politica nelle Leghe regionali. Insomma, nessun riconoscimento automatico della “minoranza” che domani – al di là delle percentuali – verrà comunque formalizzata.
(foto di archivio)

