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Il Lazio al centro della Blue Economy

Roma, 23 ott. (askanews) – Quattro giorni per confrontarsi sull’economia del Mare. Questo è l’obiettivo di Blue Planet Economy Expoforum, manifestazione organizzata da Fiera di Roma dal 21 al 24 ottobre al Centro Congressi con il sostegno di Regione Lazio, Lazio Innova e della Camera di Commercio di Roma. Istituzioni, finanza, ricerca e formazione i temi di questa edizione che si svolge in concomitanza con “Fiumicino in Blu” Iniziativa del Consorzio Nautico del Lazio. La Regione, forte dei suoi 383 chilometri di costa e le 38mila imprese nell’ambito della Blue Economy, si mostra al centro dialogo tra amministrazioni, università e centri di ricerca con tre chiari obiettivi per il futuro. Abbiamo parlato con Roberta Angelilli, Vice Presidente Regione Lazio:

“La Blue Economy è strategica per la Regione Lazio, che ha un patrimonio ambientale straordinario oltre 380 chilometri di costa e 24 comuni, 22 costieri compresa Roma Capitale e due isole, Ponza e Ventotene, abbiamo come Regione Lazio il record italiano del numero delle imprese. Abbiamo superato le 38.000 imprese che lavorano nell’ambito Blue Economy, con un valore aggiunto che è arrivato al 7%”.

Spazio anche alla formazione, grazie al lavoro di MAR e Fondazione ITS Servizi, con le scuole superiori di Roma chiamate a partecipare ad hackaton per ideare soluzioni della tutela ambientale e sviluppo sostenibile. Il futuro è alle porte e imprese all’avanguardia sono fondamentali per posizionare l’Italia nella frontiera tecnologica dello scacchiere internazionale. Abbiamo parlato con Chiara Petrioli, founder & CEO, WSense:

“Dal Lazio siamo partiti dall’Università di Roma La Sapienza, sviluppando in collaborazione con le migliori università americane, prendendoci conto che avevamo noi le idee su come sviluppare tecnologie che servono a realizzare le soluzioni per il dominio sottomarino. Abbiamo risolto il problema di creare, in un ambiente difficile, dove non si riesce neanche a comunicare da un sottomarino senza riemergere, la capacità di realizzare delle reti senza fili, tipo un wifi sottomarino, e sulla base di questo una capacità prima non possibile di trasmettere informazioni dai mari e dagli oceani, abilitanti per tante applicazioni, dalla sorveglianza delle infrastrutture critiche al monitoraggio ambientale, al monitoraggio strutturale, un esempio è il monitoraggio della diga Forana di Genova, attualmente in costruzione”.

Mare sempre più connesso. Dalle infrastrutture subacquee alle possibilità cantieristiche fino ad arrivare ad associazioni con lo spazio, come spiega il Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Italian Luca Vincenzo Maria Salamone.

“Il ruolo e il legame che passa tra mare e spazio è un legame storico, ormai risalente nel tempo, ovviamente soprattutto con l’avvio dei programmi satellitari, però in particolare in questi ultimi anni l’Italia sta giocando un ruolo importante in questa interconnessione spazio-mare, grazie anche al varo di documenti strategici, si pensi al

primo piano del mare, che cita la parola spazio ben 12 volte, e anche al Libro Verde del Made in Italy, che in qualche modo fa all’interno delle politiche industriali dell’interconnessione spazio-mare anche un elemento portante. Quindi le politiche, da questo punto di vista, i documenti strategici varati dal Governo sono molto importanti, la recente istituzione anche dell’Agenzia per la sicurezza dell’attività subacquee, la nuova legge spazio del 2025, in qualche modo hanno creato anche un ecosistema normativo che in prospettiva futura ci consentirà di lavorare sempre più in sinergia. A riguardo, anche l’Agenzia Spaziale Italiana sta dando il suo contributo, nel 2025 è stata avviata, costituita una Task Force Space & Blue, il cui obiettivo è quello di lavorare con tutti gli stakeholder della parte marittima, piuttosto che di quella spaziale, al fine di trovare sinergie e di procedere anche a una contaminazione tecnologica tra i due ecosistemi industriali”.

Confronto a 360° con gli attori principali del settore, che chiedono maggiore velocità alle istituzioni, come sottolineato dal CEO di Comar Andrea Guardigli, e utilizzano una piattaforma come la Blue Planet Economy Expoforum per un dialogo. In un futuro che si avvicina sempre più rapidamente, allineare tutti gli attori in campo attorno alla Blue Economy potrebbe rappresentare un vero e proprio punto di svolta per l’economia italiana.