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Il ministro degli esteri iraniano Araghchi in tour pre-negoziale, mentre Washington dispiega tre portaerei

Roma, 24 apr. (askanews) – “I nostri vicini sono la nostra priorità”: con questo messaggio pubblicato su X, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato l’avvio da questa sera di una missione diplomatica che lo porterà a Islamabad, Mascate e Mosca.

ARAGHCHI IN CONSULTAZIONI PREPARATORIE Un tour preparatorio verso possibili nuovi negoziati con gli Usa, che alcune indiscrezioni oggi hanno suggerito imminenti proprio alla luce dell’arrivo del capo della diplomazia iraniana a Islamabad. Invece, se ci saranno nuove trattative, queste seguiranno a consultazioni con il Pakistan, paese mediatore, con l’Oman e con la Russia, che si offre tra l’altro per un eventuale stoccaggio dell’uranio arricchito di Teheran, nell’ambito di un accordo.

Il ministro iraniano è atteso in serata nella capitale pachistana e secondo Reuters una squadra americana incaricata di logistica e sicurezza sarebbe già sul posto. Il movimento diplomatico coincide con una nuova finestra di tregua decisa dal presidente Donald Trump per favorire il ritorno al tavolo negoziale e a cui si aggiunge da ieri una proroga del cessate-il-fuoco per il Libano, condizione posta da Teheran già per il primo round di trattative.

USA TENGONO ALTA LA PRESSIONE MILITARE Sul terreno, tuttavia, gli Stati Uniti mantengono alta la pressione militare. Il Comando centrale americano (Centcom) ha reso noto che prosegue il blocco navale contro il traffico diretto ai porti iraniani e che finora 34 navi sono state fermate o reindirizzate. Per la prima volta da decenni, tre portaerei statunitensi operano contemporaneamente in Medio Oriente: la USS Abraham Lincoln, la USS Gerald R. Ford e la USS George H.W. Bush, affiancate da oltre 200 velivoli e circa 15.000 militari. Un dispiegamento che Washington giustifica con la necessità di garantire la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz, ma che alimenta la diffidenza di Teheran.

Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha alternato toni minacciosi ad aperture negoziali. Parlando alla stampa oggi, ha ribadito che l’Iran ha ancora la possibilità di concludere “un buon accordo” con gli Stati Uniti e ha definito Hormuz “una battaglia molto più europea che nostra”, accusando gli alleati di dipendere dalla protezione americana senza assumersi sufficienti responsabilità. “Il tempo dello scrocco è finito”, ha dichiarato Hegseth, sostenendo che Europa e Asia hanno beneficiato per decenni della sicurezza garantita da Washington. Il segretario alla Difesa ha inoltre annunciato che il blocco navale verrà ulteriormente rafforzato nei prossimi giorni.

UE: SERVE UN PERCORSO VERSO PACE PERMAMENTE L’Unione europea, riunita nel vertice informale di Cipro, ha accolto con favore il prolungamento del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti e tra Libano e Israele, ma insiste sulla necessità di una soluzione stabile. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha affermato che ogni accordo definitivo con Teheran dovrà garantire “piena e libera navigazione nello Stretto di Hormuz, senza alcun pedaggio”, affrontando al contempo i dossier del programma nucleare e missilistico iraniano.

“Abbiamo bisogno non di un cessate il fuoco temporaneo, ma di un percorso verso una pace permanente”, ha detto a conclusione del vertice informale Ue a Cipro. Von der Leyen ha inoltre riaffermato la solidarietà europea verso i partner regionali e chiesto il rispetto della sovranità libanese e ha ricordato che La presidente della Commissione ha ricordato che “l’impatto della crisi è tangibiliìe” e il costo dell’importazione di risorse fossili è aumentato di 25 miliardi. Quindi “dobbiamo ridurre la nostra iper-dipendenza , bisogna incentivare le nostre risorse energetiche accessibili e pulite, come le rinnovabili e il nucleare”. Da parte sua il presidente del Consiglio europeo António Costa ha detto che è prematuro parlare di un allentamento di qualsiasi tipo di sanzioni contro l’Iran.