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Il New York Times: Trump "anatra zoppa" dopo le Midterm, può diventare imprevedibile

Roma, 5 nov. (askanews) – Donald Trump si trova ad affrontare una condizione politica che finora aveva sempre cercato di evitare: quella di essere un presidente “anatra zoppa”, con ancora due anni di mandato davanti ma un Congresso passato interamente sotto il controllo dell’opposizione democratica. Secondo una ricostruzione del New York Times, la pesante sconfitta repubblicana alle elezioni di metà mandato ha aperto una fase di incertezza alla Casa Bianca, tra il timore di nuove indagini parlamentari, possibili cambiamenti nella squadra di governo e la necessità di ripensare la strategia politica del presidente.

“Probabilmente andrò d’accordo con i democratici, a meno che non vogliano essere distruttivi”, ha dichiarato Trump ieri, parlando con i giornalisti davanti al cantiere della nuova sala da ballo della Casa Bianca. Il presidente ha ricordato di conservare “il potere di veto”, che gli consentirà di bloccare i provvedimenti legislativi approvati dal Congresso, prima di tornare a parlare dei lavori di ristrutturazione della residenza presidenziale.

Secondo il New York Times, Trump starebbe ancora cercando di metabolizzare la portata della sconfitta elettorale. Un suo alleato lo ha descritto come “frastornato” dopo il risultato. Il presidente ha respinto l’idea di essere personalmente responsabile dell’ondata democratica, mentre il vicepresidente JD Vance ha attribuito esplicitamente la sconfitta alla decisione dell’amministrazione di intraprendere la guerra contro l’Iran.

La nuova maggioranza democratica si prepara intanto a utilizzare i propri poteri parlamentari per avviare indagini sull’operato dell’amministrazione, sui presunti conflitti d’interesse dei collaboratori del presidente e sulle modalità con cui vengono condotte le operazioni contro l’immigrazione irregolare.

Secondo una fonte citata dal quotidiano, tra i funzionari che potrebbero essere sottoposti a un esame particolarmente approfondito figurano il vicecapo di Gabinetto della Casa Bianca Stephen Miller, il responsabile delle politiche di frontiera Tom Homan e il segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin.

“Preparatevi gli avvocati”, ha scritto sui social media il deputato democratico Robert Garcia, destinato ad assumere la presidenza della commissione Vigilanza della Camera, sintetizzando il clima che si respira tra gli esponenti dell’opposizione.

Il presidente ha reagito anche alle prospettive di un nuovo procedimento di impeachment. “Penso che distruggerebbe il Partito democratico se lo facessero: un impeachment senza motivo”, ha dichiarato Trump. “Per cosa? Per avere un Paese di successo? Il nostro Paese ha più successo ora che in qualsiasi altro momento della storia”, ha aggiunto.

Alla Casa Bianca, secondo il New York Times, alcuni dei principali collaboratori stavano già preparando da tempo una strategia per consentire al presidente di continuare a esercitare il proprio potere anche nell’eventualità di perdere una o entrambe le Camere del Congresso. Tra i funzionari coinvolti figurano Stephen Miller, il direttore dell’Ufficio per la gestione e il bilancio Russell Vought e i responsabili dei rapporti legislativi dell’amministrazione.

L’obiettivo è individuare le iniziative che Trump potrà portare avanti attraverso i poteri dell’esecutivo, senza necessità di ottenere l’approvazione del Congresso. Nei prossimi giorni, secondo una fonte della Casa Bianca, al presidente dovrebbe essere presentato un elenco delle opzioni disponibili.

Il controllo democratico del Congresso non impedirà infatti a Trump di continuare a emanare ordini esecutivi o concedere la grazia presidenziale, strumenti dei quali ha fatto ampio uso nel corso del secondo mandato. La nuova situazione renderà tuttavia più difficile approvare leggi e imporrà all’amministrazione un confronto continuo con le commissioni parlamentari.

La preoccupazione investe anche la squadra di governo. Durante la serata elettorale di martedì, quando Trump aveva riunito consiglieri e membri del governo nella East Room della Casa Bianca, alcuni dei presenti avevano discusso riservatamente della possibilità di sostituire ministri e alti funzionari, compresa la capo di Gabinetto Susie Wiles.

Secondo il quotidiano, tra i collaboratori presidenziali cresce inoltre il timore di dover affrontare audizioni e indagini parlamentari senza aver ricevuto istruzioni adeguate su come rispondere alle richieste del Congresso. Alcuni funzionari prevedono un’intensificazione dei controlli e un elevato ricambio di personale negli ultimi due anni del mandato.

Non è ancora chiaro se Trump sceglierà una linea di compromesso con i democratici o se tenterà di mantenere un atteggiamento di contrapposizione. Il presidente ha lasciato intendere che potrebbero esserci margini di collaborazione su questioni come il tetto del debito federale e il controllo dell’immigrazione, ma ha ripetutamente sottolineato che utilizzerà il veto contro le leggi che non condividerà.

“Trump ha bisogno di attenzione come la maggior parte delle persone ha bisogno di ossigeno”, ha osservato l’ex governatore repubblicano del New Jersey Chris Christie, secondo il quale il presidente potrebbe accentuare ulteriormente la propria esposizione pubblica per evitare che l’attenzione politica si sposti verso la corsa alla Casa Bianca del 2028.

Anche la successione alla guida del Partito repubblicano rappresenta ormai un’incognita. Trump non ha indicato un possibile erede politico e, interrogato sulla candidatura presidenziale di Vance, non ha espresso un sostegno esplicito. Secondo alcune persone a lui vicine citate dal New York Times, il presidente non avrebbe intenzione di appoggiare nell’immediato alcun candidato, preferendo mantenere su di sé l’attenzione del partito e dell’opinione pubblica.

La prospettiva è dunque quella di una presidenza sottoposta a pressioni crescenti, sia da parte del Congresso democratico sia all’interno del campo repubblicano, mentre si apre anticipatamente la competizione per la successione a Trump nel 2028.