Napoli, 8 mag. (askanews) – La visita pastorale di Papa Leone XIV a Napoli riporta alla memoria altri appuntamenti di fede nella città partenopea. Il legame tra Napoli e il Papato, infatti, affonda le radici nella tradizione apostolica, ma si è rinnovato con intensità nel corso degli ultimi due secoli attraverso visite che hanno lasciato un’impronta profonda nella memoria della città. Pio IX fu il primo Pontefice dell’era moderna a soggiornare a lungo nel territorio napoletano. Fuggito da Roma nel novembre 1848 dopo la proclamazione della Repubblica Romana, trovò rifugio prima a Gaeta sotto la protezione di Ferdinando II di Borbone, poi da settembre 1849 ad aprile 1850 nella Reggia di Portici. Il 16 settembre 1849 visitò Napoli: un dipinto conservato nel museo della Certosa di San Martino ritrae il momento in cui, affacciato alla loggia del Palazzo Reale, impartisce la benedizione alla folla raccolta nella futura piazza del Plebiscito. Si racconta che il lungo soggiorno campano contribuì a maturare la decisione che nel 1854 portò alla proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione. San Giovanni Paolo II è il pontefice che ha intrecciato il rapporto più stretto con Napoli. La prima visita, il 21 ottobre 1979, fu rapida ma intensa: un passaggio in piazza del Plebiscito a quasi un anno dall’elezione, in cui Wojtyla definì quella napoletana una fede autenticamente “apostolica”. La seconda, dal 9 al 13 novembre 1990, fu la visita pastorale più lunga mai compiuta da un Papa in una Diocesi italiana e resta nella memoria collettiva della città come un evento di svolta. A Napoli il programma fu fitto: la Messa solenne in piazza del Plebiscito, la visita al quartiere di Scampia con l’atto di affidamento alla Madonna e il grido rimasto nella storia: “Non arrendetevi al male, mai!”. L’indomani, allo stadio San Paolo, decine di migliaia di giovani ascoltarono un discorso che non era consolazione ma sfida. Il filo che tenne insieme ogni appuntamento fu uno slogan programmatico, quasi un mandato lasciato alla città: “Organizzare la speranza”. Non un’esortazione generica, ma una consegna precisa: trasformare la fede in progetto, la solidarietà in struttura, la resistenza al male in impegno civile e comunitario. L’11 febbraio 1986, al rientro dal viaggio apostolico in India, l’aereo di Giovanni Paolo II fu dirottato su Capodichino a causa di una forte nevicata su Roma che rendeva impossibile l’atterraggio nella Capitale. Il Pontefice raggiunse Roma a bordo di un treno speciale che, per le stesse condizioni meteo, impiegò quattro ore per coprire il tragitto. L’episodio è documentato da una busta filatelica con annullo speciale delle Poste Italiane e timbro “Treno Straordinario 584 Napoli-Roma”. Benedetto XVI visitò Napoli il 21 ottobre 2007 per il XXI Meeting Internazionale sulle Religioni ‘Per un mondo senza violenza – Religioni e culture in dialogo’. La Messa in piazza del Plebiscito si tenne sotto una pioggia battente che non scoraggiò la folla. Nell’omelia Ratzinger nominò senza eufemismi la camorra e una violenza che “tende a farsi mentalità diffusa”, lanciando un appello a una strategia seria diprevenzione. Nel pomeriggio, venerò nella Cappella del Tesoro l’ampolla con il sangue di San Gennaro. L’immagine del Papa teologo in silenzioso raccoglimento davanti alla teca del Patrono rimase impressa nella memoria della città. Francesco visitò Napoli in due occasioni. La prima, il 21 marzo 2015, con un itinerario che toccò Scampia, piazza del Plebiscito, il carcere di Poggioreale, il Duomo, la Chiesa del Gesù e il lungomare Caracciolo: visita rimasta impressa per il grido contro la camorra: “La corruzione spuzza”. La seconda, il 21 giugno 2019, quando il Pontefice atterrò al parco Virgiliano per partecipare al convegno ‘La teologiadopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo’ promosso dalla sezione San Luigi della Pontificia facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, indicando Napoli come “esempio e laboratorio speciale” di una teologia kerygmatica, dialogica e mediterranea. Papa Leone XIV visiterà oggi Napoli, nel primo anniversario della sua elezione al Soglio pontificio. Dopo la Messa e la Supplica a Pompei, si trasferirà nel pomeriggio in città per due appuntamenti: l’incontro con il clero, i consacrati, i diaconi e i seminaristi nel Duomo e quello con la cittadinanza in piazza del Plebiscito.
Il Papa a Napoli, tra la città e i Pontefici un lungo legame
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