Città del Vaticano, 29 mar. (askanews) – “Fratelli, sorelle, questo è il nostro Dio: Gesù, Re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: ‘Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue'”: è il grido di pace elevato da Papa Leone, durante la messa della Domenica delle Palme, presieduta in piazza San Pietro.
Poi un nuovo, ennesimo, appello di Papa Leone per la pace, accompagnato dall’invito a deporre le armi. “Cristo, Re della pace, grida ancora dalla sua croce: Dio è amore! Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!”, è il grido del Pontefice nell’omelia della messa
della Domenica delle Palme, celebrata in piazza San Pietro.
Leone cita il vescovo Tonino Bello. “Con le parole del Servo di Dio, il vescovo Tonino Bello, vorrei affidare questo grido a Maria Santissima, che sta sotto la croce del Figlio, e piange anche ai piedi dei crocifissi di oggi: ‘Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. E che, finalmente, le lacrime di tutte le
vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate, come la brina dal sole della primavera’”.
