Roma, 7 nov. (askanews) – “Molte grazie per l’accoglienza e per essere qui. Nell’omelia della santa messa” celebrata oggi a Paysandú “ho parlato di tre simboli, tre espressioni che spiegano molto bene parte della nostra vita cristiana. Essere costruttori di ponti: come qui avete voi ponti che uniscono Paesi, dobbiamo costruire ponti che uniscono tutti i popoli, non solo nella fede, perchè crediamo in un solo Dio, crediamo che la pace è possibile e vogliamo costruirla”. Così Papa Leone XIV, in un piccolo saluto parlando a braccio alla folla che si è raccolta davanti la Basilica di Nuestra Señora del Rosario y San Benito de Palermo, Cattedrale di Paysandú, nel tragitto verso l’aeroporto.
Quindi Prevost ha citato “le palme, che rappresentano che vogliamo essere tutti uniti, costruire comunità di fede. E il mate: questa espressione così importante nella vostra cultura, due amici o due familiari che sono uniti molte volte a condividire, senza parole molte volte, ma stando uniti, a condividire la vita, le difficoltà e l’allegria”.
“Questi simboli ci aiutano a continuare a vivere, a soppesare dolori, difficoltà e le sfide, cercando la presenza di Dio tra noi stessi e ricevendo dal Signore la forza e il coraggio di vivere la nostra fede, di proclamare la nostra fede in Gesù Cristo che ci ha dato la vita”, ha concluso il Papa, benedicendo infine i presenti.

