4.9 C
Roma
martedì, 27 Gennaio, 2026
Home GiornaleIl Pentagono e la difesa dell’Occidente: alleanze salde, Europa sotto esame

Il Pentagono e la difesa dell’Occidente: alleanze salde, Europa sotto esame

La nuova National Defense Strategy americana riafferma la centralità dell’Occidente e delle alleanze storiche. L’Europa non è delegittimata, ma chiamata a misurarsi con il proprio peso politico globale.

La nuova National Defense Strategy del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti non segna una rottura, bensì una riaffermazione: la sicurezza dell’Occidente resta il perno dell’architettura strategica americana. In un contesto internazionale segnato dal ritorno della competizione tra grandi potenze, Washington conferma che la difesa collettiva, fondata su alleanze consolidate, rimane la principale garanzia di stabilità globale.

L’Occidente come spazio strategico unitario

Il documento del Pentagono individua in Cina e Russia i principali fattori di pressione sistemica sull’ordine internazionale, ma lo fa ribadendo che la risposta non può essere solitaria. NATO e partner transatlantici restano il riferimento strutturale della strategia statunitense. Non c’è, nel testo, alcuna tentazione isolazionista né un ridimensionamento del legame con l’Europa: al contrario, l’Occidente è descritto come uno spazio politico e strategico unitario, da preservare e rafforzare.

L’Europa: alleata imprescindibile, ma politicamente fragile

Se la lealtà verso gli alleati storici non è in discussione, il Rapporto lascia tuttavia emergere un interrogativo di fondo: quanto incide oggi l’Europa sulle grandi decisioni politiche mondiali? Il tema non è la sua affidabilità militare – riconosciuta e valorizzata – bensì la sua capacità di esprimere una visione politica autonoma e coerente sulle grandi crisi globali. L’Europa appare partner necessario, ma spesso più come spazio di coordinamento che come soggetto strategico pienamente definito.

Difesa comune e responsabilità politica

La strategia americana sollecita implicitamente gli alleati europei a colmare il divario tra integrazione economica e incidenza geopolitica. L’aumento degli investimenti nella difesa è indicato come condizione necessaria, ma non sufficiente: ciò che manca, nella lettura del Pentagono, è una responsabilità politica proporzionata al peso economico e istituzionale dell’Unione.

Un messaggio chiaro, senza strappi inutili

Nel complesso, il Rapporto del Pentagono mantiene un linguaggio fermo ma rispettoso. Non delegittima l’Europa, non ne riduce il ruolo, ma ne registra i limiti attuali. Il messaggio è chiaro: la difesa dell’Occidente resta una priorità condivisa, ma la credibilità dell’alleanza dipenderà sempre più dalla capacità europea di essere non solo alleata, ma protagonista.