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Il piano di pace per Gaza, stenta a prendere forma la forza di stabilizzazione

Roma, 29 nov. (askanews) – Stenta a prendere forma la Forza internazionale di stabilizzazione prevista dal piano di pace del presidente americano Donald Trump per la Striscia di Gaza, a fronte delle crescenti preoccupazioni dei paesi disposti a inviare truppe riguardo alla possibilità che i soldati possano essere costretti a usare la forza contro i palestinesi. Lo riporta il Washington Post.

L’Indonesia, che aveva annunciato la propria disponibilità a inviare fino a 20.000 uomini, sta ora valutando il dispiegamento di un contingente molto più ridotto, secondo funzionari di Giacarta. Anche l’Azerbaigian, che avrebbe dovuto inviare truppe, sta ora rivalutando la situazione, secondo quanto affermato da funzionari a conoscenza delle discussioni. E nessun paese arabo si è impegnato finora a inviare soldati.

“Un mese fa, la situazione era migliore”, ha detto al Wp un funzionario regionale a conoscenza delle discussioni. Stando alla risoluzione approvata il 17 novembre scorso dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, la Forza internazionale di stabilizzazione ha il mandato di “smilitarizzare” la Striscia di Gaza, garantire la sicurezza dei confini e proteggere i civili e le operazioni di soccorso.

“Vogliono che la Forza internazionale di stabilizzazione entri a Gaza e ripristini, tra virgolette, la legge e l’ordine e disarmi qualsiasi resistenza – ha detto un alto funzionario del ministero degli Esteri indonesiano – è questo il problema. Nessuno vuole farlo”.

Secondo fonti al corrente dei piani Usa, la Forza di stabilizzazione dovrebbe contare su 15.000-20.000 soldati. L’obiettivo è che venga dispiegata “all’inizio del 2026”, ha detto un funzionario statunitense, aggiungendo: “Stiamo valutando degli impegni. Nessuno invierà truppe dal proprio Paese senza comprendere i dettagli della missione”.