Roma, 1 apr. (askanews) – Il segretario di Stato Usa Marco Rubio, in un’intervista a Fox News, ha messo in discussione il valore stesso della Nato, sostenendo che l’alleanza rischia di trasformarsi in una “strada a senso unico” se gli Stati Uniti non possono usare le basi militari in Europa o ottenere diritti di sorvolo quando ritengono in gioco i propri interessi nazionali.
Rubio ha ricordato di essere stato da senatore “uno dei più forti difensori della Nato”, perché ne ha sempre riconosciuto “il grande valore”. Ma, ha aggiunto, quel valore non riguardava soltanto la difesa dell’Europa: “Dicevo anche che ci consentiva di avere basi militari in Europa che ci permettevano di proiettare potenza in diverse parti del mondo quando la nostra sicurezza nazionale era minacciata”.
Secondo Rubio, se oggi si è arrivati “a un punto in cui l’alleanza Nato significa che non possiamo usare quelle basi, che di fatto non possiamo più servirci di quelle basi per difendere gli interessi dell’America, allora la Nato è una strada a senso unico”.
Rubio ha lamentato il fatto che, se la Nato “si riduce semplicemente ad avere nostre truppe in Europa per difendere l’Europa”, ma “quando abbiamo bisogno del loro aiuto – e non stiamo chiedendo che conducano raid aerei – quando abbiamo bisogno che ci permettano di usare le loro basi militari, la loro risposta è no, allora perché siamo nella Nato?”.
“Bisogna porsi questa domanda”, ha detto ancora, chiedendosi perché gli Stati Uniti abbiano speso “miliardi e miliardi di dollari, centinaia di miliardi di dollari, nel corso degli anni, migliaia di miliardi di dollari” e mantengano forze americane dispiegate nella regione, se poi “nel momento del bisogno non ci è permesso usare quelle basi”. Da qui l’avvertimento politico: una volta concluso il conflitto in corso, ha affermato Rubio, “dovremo riconsiderare il valore della Nato e di quell’alleanza per il nostro Paese”, precisando che “alla fine questa è una decisione che spetta al presidente, e sarà lui a doverla prendere”. Il segretario di Stato ha comunque chiarito che gli Stati Uniti intendono prima “portare a termine il lavoro”, sostenendo di essere “molto, molto vicini a raggiungere i nostri obiettivi su tutte le questioni”. Ma ha ribadito che, dopo la fine del conflitto, sarà necessario verificare “se questa alleanza, che per un certo periodo ha servito bene questo paese, stia ancora servendo quello scopo, oppure se sia ormai diventata una strada a senso unico in cui l’America si trova semplicemente nella posizione di difendere l’Europa, mentre quando abbiamo bisogno dell’aiuto dei nostri alleati, ci negano i diritti di usare le basi e ci negano il sorvolo”. Rubio ha concluso definendo queste questioni “domande molto legittime che dobbiamo porci” e aggiungendo che tutto questo “dovrà essere esaminato con grande attenzione dopo la fine del conflitto”.
Le lamentele di Rubio potrebbero essere dirette soprattutto alla Spagna, che ha recisamente negato basi e sorvolo agli Usa per l’attacco in Iran, che non è nella cornice Nato. Ma anche la Francia da primo giorno del conflitto ha chiarito che non avrebbe autorizzato l’uso di basi francesi da parte di aerei americani coinvolti in attacchi contro l’Iran e ha negato a Israele l’uso del proprio spazio aereo per trasferire armi americane destinate alla guerra contro l’Iran. Inoltre, in un caso più isolato, ieri è stato rivelato che l’Italia ha negato il permesso ad aerei militari statunitensi di atterrare a Sigonella prima di proseguire verso il Medio Oriente, perché Washington non aveva chiesto la preventiva autorizzazione prevista dagli accordi.
