Roma, 31 ago. (askanews) – Un piano dell’amministrazione Trump che descrive la ricostruzione postbellica della Striscia di Gaza è oggetto di un’inchiesta pubblicata oggi dal Washington Post e prevede il trasferimento di tutti i palestinesi e la creazione di un polo tecnologico statunitense.
Secondo il WP, ai palestinesi proprietari di terreni verranno offerti “token digitali” in cambio dei diritti di sviluppo e 5mila dollari all’anno per quattro anni come contributo per l’alloggio altrove, oltre a sostegno alimentare. I token potranno essere utilizzati per finanziare la vita al di fuori della Striscia di Gaza oppure per riscattare un appartamento nelle nuove “città intelligenti alimentate dall’intelligenza artificiale” della Striscia.
Gli Stati Uniti manterranno il pieno controllo sull’enclave per almeno un decennio, trasferendo gradualmente i compiti di sicurezza alla polizia locale, dopo un periodo di gestione da parte di quelle che il documento definisce “società militari private”.
Il documento lascia inoltre intendere un coinvolgimento saudita ed emiratino, citando infrastrutture come l’autostrada ad anello e la linea tramviaria MBS e l’autostrada MBZ.
Secondo quanto rivelato dal WP, la Striscia di Gaza, spopolata e ricostruita, verrebbe designata come polo per l’industria privata, con aziende menzionate nel documento come Tesla e Amazon Web Services.
Chiamata “Gaza Reconstitution, Economic Acceleration and Transformation Trust” o GREAT Trust, la proposta è stata elaborata da alcuni degli stessi israeliani che hanno creato e avviato la Gaza Humanitarian Foundation (GHF), sostenuta da Stati Uniti e Israele, che oggi distribuisce cibo all’interno dell’enclave. La pianificazione finanziaria è stata curata da un team che all’epoca lavorava per la Boston Consulting Group.